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Rischio terremoti in Puglia, ci sono gli studi di microzonazione sismica

L’orologio della piazza di Calitri (Av) è rimasto fermo all’ora del terremoto il 23 novembre 1980

Dopo aver fatto completare gli studi di microzonazione sismica di I livello nei comuni della provincia di Foggia, la Regione Puglia ne ha avviato anche di analoghi per i comuni delle province di Barletta-Trani-Andria, di Bari e Taranto con potenziale rischio sismico. Le attività di studio e ricerca saranno propedeutiche sia agli studi di microzonazione di II e III livello, sia alle prime valutazioni di prevenzione sismica a supporto degli strumenti urbanistici.

Questo provvedimento è figlio del D.L . 28/4/09. n. 39, convertito nella Legge n 24/6/09. n. 77, emanato dopo ilterremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 per dare maggiore impulso alla prevenzione sismica in Italia. L’articolo 11 della Legge prevede che siano finanziati interventi per la prevenzione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale e stanzia 965 milioni di euro in 7 anni (2010-2016) istituendo un Fondo per la prevenzione del rischio sismico presso il Ministero dell’economia e delle finanze. Il D.L. stabilisce anche che spetta al Dipartimento della Protezione Civile l’attuazione dei provvedimenti; sono previste azioni di prevenzione del rischio sismico attraverso studi e ricerche per definire le mappe di microzonazione sismica, interventi strutturali sugli edifici strategici, interventi strutturali edifici privati e infine interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio sismico, la cui individuazione è eseguita direttamente dal Dipartimento della Protezione Civile.

La mappa della classificazione sismica in Italia (Dipartimento Protezione Civile)

Le attività avviate di recente dalla Regione nelle Province Barletta-Andria-Trani, di Bari e di Taranto prevedono il reperimento, presso gli enti locali e le strutture d’interesse pubblico, delle indagini geologiche, geotecniche e geofisiche già eseguite; l’analisi e archiviazione informatica dei dati e dei documenti originali raccolti; la redazione, per singolo abitato, di una monografia contenente le informazioni geologiche, geomorfologiche, geologico-strutturali, idrogeologiche e sismiche; la redazione di carte geolitologiche da porre a base della microzonazione sismica di I livello per singolo abitato; la redazione della Carta di microzonazione di I livello per singolo abitato.

Per ora restano fuori i comuni del Salento interessato dagli effetti di un disastroso terremoto del 20 febbraio 1743 avvenuto nelle isole Jonie a largo della Grecia occidentale (consulta il calendario parametrico dei terremoti italiani); terremoto che raggiunse l’apice della potenza distruttiva a Francavilla Fontana e Nardò: qui il sisma fece registrare effetti pari al IX grado della scala Mercalli (scala che stima gli effetti di un sisma sulle persone e sulle cose con gradi da I a XII). Gli storici documentarono che la maggior parte degli edifici delle due cittadine del Salento furono danneggiati o rasi al suolo con oltre 160 vittime. C’è da sperare che la Regione, partendo da fonti storiche e informazioni geologiche e geofisiche, individui la vulnerabilità di tutti i centri abitati e valuti gli effetti di amplificazione locale, per eseguire la più completa prevenzione sismica del territorio.

La cittadina di Onna rasa al suolo, egge 24/09 sulla prevenzione sismica è stata emanata dopo il disastroso terremoto in Abruzzo

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