È allarme radioattività per la Dora Baltea. A lanciare il segnale di pericolo il sindaco di Verolengo (TO) Luigi Borasio e la capogruppo di opposizione del confinante comune di Saluggia (VC) Paola Olivero. I due componenti dell’Associazione Osservatorio Nazionale Amianto, assistiti dall’avvocato Ezio Bonanni (presidente dell’ONA) del Foro di Roma, hanno depositato alle rispettive stazioni dei Carabinieri un esposto-denuncia, a febbraio scorso, al fine di rappresentare le esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Nell’atto hanno fatto presente alle autorità competenti la possibilità di un avvenuto incidente non dichiarato all’interno di una vasca di contenimento denominata WP719, che si trova all’interno dell’insediamento nucleare EUREX-SOGIN di Saluggia, oggi sede della maggior parte delle scorie nucleari italiane, in attesa di smantellamento. Gli amministratori hanno chiesto, quindi, all’Autorità Giudiziaria di disporre le doverose verifiche.
L’ipotesi prospettata nell’esposto, è che, a causa del contenuto radioattivo superiore a quanto consentito, la vasca da utilizzare come serbatoio di accumulo provvisorio (in attesa dello scarico) sia divenuta, di fatto, una sorta di deposito di scorie nucleari, liquide e solide (sedimenti); una condizione, cioè, che non garantisce la sicurezza ambientale per la popolazione, i lavoratori, i corsi d’acqua (Dora Baltea con cui è direttamente collegata) e le falde acquifere (falde dell’acquedotto del Monferrato).
Fino al momento del deposito dell’esposto, la Sogin – società interamente partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, incaricata della gestione dei rifiuti radioattivi e dei relativi siti in base agli indirizzi del Governo – aveva evitato di dare comunicazioni precise e trasparenti sulla vicenda che ormai preoccupa lavoratori e popolazione interessata.
In merito alla vicenda è stata consegnata alla Camera anche una interrogazione a risposta scritta, nell’ottobre dello scorso anno.
In conferenza stampa Paola Olivero ha illustrato il contenuto della nota del ministero dello Sviluppo Economico (Direz. Generale Energia Nucleare), ricevuta l’8 marzo, in cui finalmente si dichiara una prima parte di informazioni. Nella lettera si riferisce che nell’impianto nucleare EUREX/SOGIN, ai fini dello scarico nella Dora Baltea è attualmente utilizzato uno solo dei bacini di stoccaggio, in quanto il liquido stoccato nel secondo bacino (WP719) presenta delle concentrazioni che non permetterebbero, ove scaricato, il rispetto del criterio di non rilevanza radiologica.
Il ministero, la cui fonte è l’ISPRA, scrive che “la presenza per tempi prolungati in uno dei bacini destinati al rilascio nell’ambiente di liquido con concentrazione superiore ai valori corrispondenti al criterio di non rilevanza radiologica, rappresenta un’anomalia rispetto alla normale conduzione dell’impianto”. La stessa ISPRA ha formulato richieste di intervento alla SOGIN fin dal settembre 2012, fra cui la verifica delle linee di scarico, la realizzazione di una copertura come da nota Sogin del 3 ottobre 2011, la caratterizzazione radiometrica del liquido e dei sedimenti presenti nella vasca WP719. I risultati delle analisi sui liquidi mostrano la presenza di Cesio 137, Americio 241 e Stronzio 90, mentre i risultati preliminari forniti dalla SOGIN, in attesa delle analisi ARPA, sul corpo di fondo del bacino (spessore alcuni centimetri) indicano concentrazioni massime di alcune decine di migliaia di Bq/l (Becquerel/litro) per il Cesio 137 e di circa 2000 Bq/l per l’Americio 241. (Si noti che l’Americio 241 si ottiene dal Plutonio e che i livelli massimi ammissibili nei prodotti alimentari in caso di emergenze nucleari è di 1 Bq/l in alimenti per i lattanti e di 20 Bq/l per gli alimenti liquidi).
I risultati preliminari confermano, prosegue il Ministero, la necessità di procedere a un trattamento dell’acqua prima dello scarico, a una separazione dei sedimenti e al trattamento degli stessi come rifiuto radioattivo. Con una nota del 17 ottobre 2012 la SOGIN avrebbe indicato una tempistica degli interventi al fine di pervenire allo svuotamento del bacino secondo un piano operativo da trasmettere all’ISPRA. Completamento delle operazioni prevista: Marzo 2013. È già del tutto evidente, però, che questa data non sarà. La copertura della vasca è appena iniziata.
Anche nell’esposto presentato da Olivero, analogo a quello di Borasio, si rileva che l’attuale utilizzo della vasca WP719 non è coerente con quanto previsto dalle prescrizioni ISPRA e/o dalla licenza d’esercizio dell’impianto, che prevede invece di utilizzare il WP719 come bacino di raccolta e successivo sversamento nel fiume di liquidi con pochissima contaminazione, ovvero già purificati quando necessario e si chiede alle autorità l’accertamento degli eventi, e della relativa tempistica, che hanno prodotto l’anomalia evidenziatasi solo di recente nel WP719. È stato chiesto, quindi, di verificare le reali condizioni di sicurezza per i lavoratori dell’impianto, per la popolazione, per l’ambiente e la risorsa idrica, fluviale e di falda, esposti a eventuali contaminazioni, e se i fatti citati ricadono nell’ambito di quanto prescritto dall’articolo 100 del decreto legislativo 17 marzo 230 (significativi incrementi del rischio di contaminazione dell’ambiente e di esposizione delle persone), oltre a quale normativa regolamenti, oggi, la detenzione di materiale radioattivo all’interno di una vasca di cemento, che non dispone di un sistema autonomo di recupero del contenuto ed è direttamente collegato a un corso d’acqua, in questo caso la Dora Baltea, di valori di radioattività superiori alle prescrizioni dell’autorità di controllo (ISPRA).
Una condizione, cioè, che non garantirebbe la massima sicurezza ambientale per la popolazione, i lavoratori, i corsi d’acqua (Dora Baltea, con cui è direttamente collegata), le falde acquifere (Acquedotto del Monferrato). Infine, si chiede la verifica delle eventuali responsabilità del Comune di Saluggia, informato del problema in sede di Consiglio comunale dalle opposizioni consiliari, e della Regione Piemonte, informata a sua volta in sede di Consiglio regionale.
«La conferenza stampa è stata convocata per mettere in evidenza il problema e chiedere che sia garantita la sicurezza, non per fare terrorismo – ha detto il sindaco Borasio -. Le dichiarazioni del Ministero mostrano che siamo nei limiti di legge, ma che nella vasca ci sono cose che non dovrebbero esserci; ammette che è anomalo e che si deve porre rimedio. Vorrei scrivere a tutti i Sindaci dei Comuni che si trovano più a valle, lungo il corso della Dora e del Po, per chiedere loro di prestare la stessa attenzione a tutela dei Cittadini».


