Rischi naturali. Cosa sono e come ci si protegge

A Monopoli con “Di Terra di Mare di Cielo” scopriamo cosa sono i rischi naturali con l’arte e con i libri. C’è anche Ambient&Ambienti

Conoscere i rischi naturali significa contribuire a trasformare la cultura del soccorso e dell’emergenza in cultura della prevenzione e della mitigazione del rischio

Terremoti, alluvioni, frane: sono solo alcuni degli eventi che vanno sotto il nome di “Rischi naturali”, che in questi ultimi decenni si sono moltiplicati spesso con effetti devastanti a causa dell’incuria e della disattenzione, se non proprio della colpevole gestione del territorio da parte dell’uomo. Ma la Terra, che è un pianeta vivo, fragile, quando è vittima dei comportamenti sbagliati, illogici e distruttivi dell’uomo, si difende. Gli uomini potrebbero salvarsi se solo volessero.
Di rischi naturali si parlerà a Monopoli nella Biblioteca civica “Prospero Rendella”, in Piazza Giuseppe Garibaldi 24, a partire dalle 18.30. Un pomeriggio realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale, nell’ambito del progetto Di Terra di Mare di Cielo. Parole e immagini per riflettere sul futuro del nostro pianeta.

Prima della biblioteca di Monopoli, il progetto itinerante ha già toccato le biblioteche di Trani e Martina Franca. Sino alla fine di marzo sarà a Galatina, Manfredonia, e S. Vito dei Normanni.

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Di Terra di Mare di Cielo nasce da un’idea della storica dell’arte Lia De Venere, è realizzato dall’Associazione Culturale ETRA E.T.S. ed è promosso dalla “Teca del Mediterraneo”, la Biblioteca multimediale del Consiglio Regionale della Puglia. L’intento è quello di mettere insieme libri e opere d’arte per raccontare l’ambiente in ogni suo aspetto, con l’aiuto di esperti, divulgatori e artisti

A Monopoli gli onori di casa saranno fatti dal sindaco Angelo Annese e dall’assessore alla cultura Rosanna Perricci. Quindi, come già accaduto negli altri appuntamenti, il consigliere regionale Fabiano Amati a nome del Consiglio Regionale consegnerà alla Biblioteca 30 volumi sul tema del progetto.

Convivere con i rischi naturali

Di terra di mare di cielo mette insieme tre figure del mondo accademico, culturale  e artistico che si confrontano con i rispettivi linguaggi  su un tema ambientale. In questa occasione parlerà di rischi naturali dal punto di vista scientifico Silvia Peppoloni, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, autrice, per Il Mulino, del libro Convivere con i rischi naturali. Conoscerli per difendersi. Silvia Peppoloni si occupa di pericolosità? sismica, geotecnica e geomorfologica, con specifico riferimento a centri storici e beni culturali. È Segretario Generale della International Association for Promoting Geoethics, responsabile della Sezione di Geoetica e Cultura Geologica della Societa? Geologica Italiana e membro della Commissione di Geoetica della Federazione italiana di Scienze della Terra.
Il libro della Peppoloni spiega quali sono le cause dei fenomeni naturali, in che misura essi sono prevedibili, e soprattutto quali possibilità abbiamo di difenderci; l’obiettivo è quello di contribuire a trasformare la cultura del soccorso e dell’emergenza in cultura della prevenzione e della mitigazione del rischio.

Dialogherà con l’autrice Federica Cotecchia, docente di Ingegneria geotecnica al Politecnico di Bari. A moderare l’incontro, il direttore scientifico di Ambient&Ambienti,l’ingegnere ambientale Tommaso Farenga.

I rischi naturali secondo l’arte

“Echi”, di Raffaele Fiorella, presentata da giovedì 20 febbraio presso la biblioteca “Rendella” a Monopoli (Bari)

La riflessione artistica è affidata stavolta al barlettano Raffaele Fiorella con la sua installazione Echi. A presentarlo sarà la storica dell’arte Lia De Venere.

Echi (che resterà esposta per almeno 2 settimane nella sede dell’evento) potrebbe sembrare a prima vista un carillon, ma non emette leziose e rassicuranti melodie. Al contrario – quando ci si avvicina – riproduce rumori piuttosto inquietanti, quelli di venti, temporali, incendi, terremoti e altre catastrofi naturali; il loro volume aumenta progressivamente. Un invito – quello di Fiorella – a imparare a conoscere le dinamiche della natura, a gestire e – dove possibile – a evitare le conseguenze di pericolosi eventi.

 

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