Riscaldamento globale, spiagge italiane a rischio

rimini_foto Marco Ferrini da Pixabay
A Rimini la spiaggia potreb be arretrare di 40 metri(foto Marco Ferrini da Pixabay)

Nel 2100 l’Italia potrebbe perdere oltre 1000 km di superficie. In pericolo litorali famosi. A Rimini la spiaggia potrebbe arretrare di 40 metri. Lo studio condotto dalla Commissione europea diffuso da Stopglobalwarming.eu

Erosione delle spiagge in tutta Europa come conseguenza del riscaldamento globale. E’ la preoccupante conseguenza che viene dalla lettura di un’inchiesta dell’European Data Journalism Network. Tra le soluzioni, tassare le emissioni di Co2 per contrastare il riscaldamento globale, che tra le altre cose sta proprio divorando – letteralmente –  le spiagge europee e italiane.

E’ la proposta che dovrà essere discussa dalla Commissione Europea se sarà raggiunto 1 milione di firme di cittadini europei. Si chiama Stopglobalwarming.eu, ed è promossa da Marco Cappato (leader dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di EUMANS! Il movimento di cittadini europei attivo sulle principali tematiche legate alla sostenibilità), insieme a esperti come Alberto Majocchi (Professore Emerito di Scienza delle Finanze all’Università di Pavia) e Monica Frassoni (ex co-Presidente del Partito Verde Europeo) e personaggi della cultura, dello spettacolo e dell’impresa. Per raggiungere il milione di firme c’è tempo fino al  20 gennaio 2021.

Proprio Stopglobalwarming.eu diffonde oggi i dati di un’ inchiesta dell’European Data Journalism Network sull’erosione in corso relativa alle spiagge europee, nel mirino anch’esse dell’emergenza climatica. Infatti da qui al 2100 l’Italia potrebbe perdere ben 1.030,5 km (29,73%) di spiagge. Nel mondo, lo scenario peggiore si verificherebbe in Australia (14.849 km), Canada (14.425 km), Cile (6659 km), Messico (5488 km), Cina (5440 km), Stati Uniti (5530 km), Russia (4762 km) e Argentina (3739 km).

Erosione delle coste: a che punto è l’Italia?

Tali modelli sono basati su uno scenario pessimistico e non tengono presente il grado di urbanizzazione della costa. Soffermandoci sul territorio italiano: sulle nostre coste l’erosione potrebbe distruggere completamente le spiagge di 109 municipalità su 584 (11%). Nel restante 74% delle municipalità l’assottigliamento della fascia di sabbia andrà da pochi centimetri fino a un livello critico.

Nella zona di Rimini, le spiagge arretrerebbero mediamente di 40 metri, ma in alcuni punti potrebbero sparire del tutto. A livello regionale, le municipalità sul litorale adriatico dove le spiagge andranno quasi sicuramente perse sono 3 su 7 (43%) in Friuli-Venezia Giulia, 5 su 12 (42%) in Veneto, 7 su 13 (54%) in Emilia Romagna,  4 su 25 (16%) nelle Marche, 5 su 16 (31%) in Abruzzo, 2 su 4 (50%) in Molise, 6 su 67 (9%) in Puglia, le municipalità minacciate sul litorale ionico sono 3 su 8 (38%) in Basilicata insieme a una parte delle 12 su 114 (11%) della Calabria, mentre quelle sul litorale tirrenico sono, oltre a quelle calabre, 4 su 42 (10%) in Campania, 6 su 23 (26%) nel Lazio, 5 su 33 (15%) in Toscana e 3 su 47 (6%) in Liguria. In Sicilia e Sardegna, le municipalità con spiagge destinate a svanire nel nulla sono rispettivamente 20 su 111 (18%) e 24 su 62 (19%).

Stopglobalwarming.eu, la proposta per bloccare l’emergenza climatica

«Nonostante gli appelli di Greta Thunberg, l’azione dei Fridays for future e i solenni impegni internazionali – ha dichiarato Marco Cappato – la politica europea latita nell’offrire risposte concrete in grado di contrastare l’emergenza. La Commissione europea ha espresso la volontà di agire, ma le resistenze degli Stati nazionali rischiano di vanificare ogni buona intenzione. Proprio per questo, apporre la firma su  www.stopglobalwarming.eu, significa sostenere l’unica iniziativa formale sul tema già incardinata istituzionalmente, in quanto si tratta di una ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) che verrà obbligatoriamente discussa se raggiungerà il milione di firme necessarie come richiesto dalle leggi UE.”

Come si è svolto lo studio

santantioco sardegna_daniele pasqualini_pixabay
La spiaggia di Sant’Antioco in sardegna è tra le 20 maggiormente a rischio sparizione in Italia (foto Daniele Pasqualini da Pixabay)

Lo studio quantifica l’erosione netta delle spiagge combinando tre fattori: oltre all’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico, si tiene conto anche dell’intensificazione delle tempeste e degli sbarramenti eretti dall’uomo lungo i litorali (come edifici, strade, dighe) che hanno drasticamente ridotto il naturale apporto di materiali di reintegro delle spiagge sabbiose. Lo studio prende in considerazione anche l’apporto di detriti lungo i fiumi dovuto ad attività umane o cause naturali che, insieme all’innalzamento del terreno, possono in alcuni casi compensano l’avanzata delle acque, comportando un’espansione delle spiagge anziché una loro ritirata. I ricercatori hanno tracciato previsioni diverse a seconda degli scenari climatici (alto e basso livello di emissioni di gas a effetto serra) e dei periodi temporali (2050 e 2100). Maggiore è la quantità di gas serra emessi dalle economie globali, maggiore sarà il loro contributo al riscaldamento globale e quindi l’innalzamento dei mari (attraverso l’espansione termica e lo scioglimento dei ghiacci).

I dati generati dai ricercatori quantificano la retrocessione teorica del litorale sabbioso che si verificherebbe qualora nell’entroterra non ci fossero barriere fisiche capaci di arrestare il mare. Pertanto, alcune misure risultano eccessive. Per permettere una lettura più realistica dei dati, nella tabella e nelle mappe le spiagge sono state raggruppate in tre diverse categorie, corrispondenti ad altrettanti indici di rischio: erosione tra zero e livello critico (fino a 100 metri di erosione), spiaggia molto probabilmente persa (oltre i 100 metri di erosione), espansione costiera (sopra i 0 metri). Sia la tabella che le mappe si riferiscono allo scenario climatico più pessimistico, con il maggior innalzamento del livello del mare, nel periodo fino al 2100.

Le 20 spiagge più a rischio in Italia

Erosione teorica (metri) Indice di rischio Municipalità Provincia Regione
-736,942 Spiaggia molto probabilmente persa Ariano nel Polesine Rovigo Veneto
-642,0688889 Spiaggia molto probabilmente persa San Teodoro Olbia-Tempio Sardegna
-473,4035 Spiaggia molto probabilmente persa Codigoro Ferrara Emilia-Romagna
-427,425 Spiaggia molto probabilmente persa San Giovanni Suergiu Carbonia-Iglesias Sardegna
-402,17 Spiaggia molto probabilmente persa Rotondella Matera Basilicata
-328,6644841 Spiaggia molto probabilmente persa Porto Tolle Rovigo Veneto
-296,7469966 Spiaggia molto probabilmente persa San Michele al Tagliamento Venezia Veneto
-260,14 Spiaggia molto probabilmente persa San Dorligo della Valle-Dolina Trieste Friuli-Venezia Giulia
-251,015 Spiaggia molto probabilmente persa Masainas Carbonia-Iglesias Sardegna
-246,3828571 Spiaggia molto probabilmente persa Arborea Oristano Sardegna
-229,308 Spiaggia molto probabilmente persa Isca sullo Ionio Catanzaro Calabria
-222,7016563 Spiaggia molto probabilmente persa Orosei Nuoro Sardegna
-221,55 Spiaggia molto probabilmente persa Girasole Ogliastra Sardegna
-219,34 Spiaggia molto probabilmente persa Belcastro Catanzaro Calabria
-215,830375 Spiaggia molto probabilmente persa Sant’Antioco Carbonia-Iglesias Sardegna
-213,6058333 Spiaggia molto probabilmente persa Crucoli Crotone Calabria
-212,9222653 Spiaggia molto probabilmente persa Comacchio Ravenna Emilia-Romagna
-203,6026667 Spiaggia molto probabilmente persa Butera Caltanissetta Sicilia
-201,47 Spiaggia molto probabilmente persa Santa Giusta Oristano Sardegna

 

 

 

Articoli correlati