Il 63% del totale del patrimonio edilizio pubblico italiano ha più di 35 anni. Scuole, immobili demaniali, ospedali, uffici: tutti edifici fortemente energivori, che devono essere riqualificati per poter rispettare i valori soglia imposti dal protocollo di Kyoto. Non solo, entro il 31 dicembre 2020 tutte le nuove costruzioni devono essere ad energia quasi zero.
Di questo si è parlato nel corso del convegno Comfort Technology-Progettare l’efficienza, che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma.
Durante il convegno è emerso che il settore delle riqualificazioni sarà in grado, nei prossimi anni, di frenare l’attuale contrazione del comparto edilizio. Nonostante la battuta d’arresto del comparto, dal 2006 al 2011 le riqualificazioni sono passate dal 40% al 45%.
Particolarmente interessanti appaiono le prospettive per l’idrotermosanitario (pompe di calore, apparecchi e componenti per impianti termici, impianti e apparecchiature per acque primarie civili e industriali, impianti di cogenerazione) che ha assorbito il 53,7% di tutti gli interventi di rinnovo e manutenzione nel 2012.
Massimiliano Pierini, direttore di MCE Expocomfort: «Promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici, sostenere la diversificazione energetica e conseguire gli obiettivi nazionali in materia ambientale saranno gli obiettivi che l’industria del comparto costruzioni, impiantistica e idrotermosanitario avrà nei prossimi anni. L’edilizia deve evolversi e puntare sulla ricerca del valore aggiunto, che in questo settore vuol dire servizi e soluzioni personalizzate per rispondere alle esigenze di un nuovo modo di vivere e consumare».


