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Riqualificare aree degradate: Illuminiamo il futuro è la nuova campagna di Save the children

Da Save the children una campagna dedicata ai bambini. Una petizione per riqualificare aree degradate e recuperare spazi pubblici abbandonati.

Riqualificare aree degradate per aiutare i più piccoli. È lo scopo di “Illuminiamo il futuro”,  la campagna di Save The Children contro la “povertà materiale ed educativa”. Perché per vivere, giocare e crescere bene, ogni bambino ha la necessità di avere un proprio spazio. E che non sia degradato.

Riqualificare aree degradate: la Giornata dedicata ai bambini.

Da qui, in occasione della Giornata internazionale dei bambini, fissata per l’1 giugno, Save the Children è tornata a dare voce ai più piccoli. Lanciando il rapporto ‘Le tante facce dell’esclusione’ e (ri)lanciando la petizione sugli spazi pubblici abbandonati “vietati ai minori”.

Lo spazio pubblico – evidenziano da Save the Children – è fondamentale per la crescita e l’educazione dei bambini e dei ragazzi. L’Italia è piena di spazi pubblici abbandonati “vietati ai minori”. Restituirli ai bambini vuol dire illuminare il loro futuro.

La petizione di Save the Children per recuperare le zone abbandonate

La campagna prende le mosse dalla considerazione allarmante che molti adolescenti, in Italia, vivono in quartieri degradati. Non hanno la possibilità di far fiorire i loro talenti e le loro aspirazioni e spesso lasciano prematuramente la scuola. Non hanno nessuno spazio sicuro per il gioco, lo sport, la cultura e quindi per la loro crescita e il loro benessere.

Per questo, è partita una petizione che ha finora raccolto quasi 35mila firme. Tre le richieste principali. Si chiede innanzitutto al Parlamento, al Governo e alle Amministrazioni locali di adottare una legge nazionale di rigenerazione urbana delle aree degradate, per il recupero di edifici e spazi dismessi e inutilizzati per iniziative sociali, sportive e culturali a favore dei minori .

La legge dovrà prevedere incentivi e semplificazione burocratica per le iniziative di rigenerazione urbana tese a garantire la fruizione gratuita di attività sociali, sportive e culturali a favore dei minori.

La riqualificazione delle aree abbandonate

C’è poi l’aspetto che intende ‘dirottare’ i soldi per la rigenerazione. Si chiede di adottare leggi regionali e atti amministrativi locali che destinino i proventi delle sanzioni per abuso edilizio e degli oneri di urbanizzazione anche alla realizzazione di interventi di rigenerazione di edifici e spazi abbandonati, per garantire ai minori attività sociali, sportive e culturali.

Le norme dovranno prevedere la partecipazione attiva di bambini e ragazzi alla progettazione degli edifici e degli spazi da recuperare, con il coinvolgimento delle scuole e dei centri di aggregazione giovanile.

La campagna contro gli spazi pubblici negati ai bambini

La campagna contro gli spazi pubblici negati ai bambini

Infine, un obiettivo del prossimo biennio. Assicurare che entro il 2020 ogni scuola abbia a disposizione almeno una palestra a norma. E che vicino ad ogni istituto scolastico di ogni ordine e grado, di norma entro il limite di 500 metri, siano messi a disposizione di bambini e bambine spazi pubblici o convenzionati per l’attività sportiva gratuita e il gioco.

La povertà educativa

Ma c’è anche un’altra povertà. E’ ugualmente grave e drammatica, come quella economica.

È la  povertà educativa, che indica l’impossibilità per i minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. È una povertà a causa della quale il 20% dei quindicenni non raggiunge la soglia minima di competenza in lettura e il 25% quella in matematica. Che priva moltissimi bambini dell’opportunità di giocare in uno spazio pulito e li costringe in aree urbane degradate e cementificate.

È una povertà che “nessuno vede, nessuno denuncia, ma che agisce sulla capacità di ciascun ragazzo di scoprirsi e coltivare le proprie inclinazioni e il proprio talento”.

La (triste) classifica

Il Niger si conferma il Paese al mondo dove l’infanzia è più a rischio, seguito da Mali, Repubblica Centrafricana, Ciad e Sud Sudan, mentre Singapore e Slovenia condividono il primo posto della classifica, stilata per il secondo anno consecutivo da Save the Children, dei 175 Paesi dove i minori hanno maggiori opportunità di vivere a pieno la propria condizione di bambini. L’Italia si posiziona invece all’ottavo posto a pari merito con la Corea del Sud.

Più di un miliardo di bambini, nel mondo, vive in Paesi affetti dalla povertà, 240 milioni in aree dilaniate dai conflitti e oltre 575 milioni di bambine e ragazze si trovano in contesti caratterizzati da gravi discriminazioni di genere nei loro confronti.

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