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Rinnovabili: la Turchia tra energia solare e centrale nucleare ad Ankara

 

Tanti investimenti sul solare e le rinnovabili, ma fa da contraltare il desiderio governativo di una centrale nucleare ad Ankara

La Turchia è uno Stato fortemente complesso e che si caratterizza per situazione spesso agli antipodi: dalla volontà – respinta – di entrare a far parte della grande famiglia dell’Unione Europea ad un grande senso di nazionalismo indipendentista, dal suo ordinamento statale (Repubblica presidenziale) alla fresca conferma a capo del governo di Erdogan (da più parti salutato come un nuovo “regime”).

In questo paesaggio contrastante non fa eccezione la questione ambientale, più specificatamente il settore dell’energia. Anche in questo la Turchia si scopre Paese dalle due facce per l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Turchia nazione… rinnovabile

Igrandi investimenti che si stanno facendo nel settore dell’energia solare – soprattutto – e in quello eolico non fanno più notizia.
TurchiaSoltanto nello scorso anno sono stati stanziati 2,4 miliardi di dollari nel settore rinnovabili. Ed ora ci si può fregiare del fatto che l’energia solare rappresenta la sesta risorsa di elettricità del Paese asiatico, con ancora margini di ampliamento.

Gli obiettivi appaiono molto ambiziosi nel medio termine. Raggiungere i 110 miliardi di dollari nel settore entro il 2023 – compreso anche l’ambito eolico e quello idroelettrico – realizzando nuovi impianti e modernizzando quelli già esistenti.
Far sì – inoltre – che la sinergia tra energia solare ed eolica arrivi negli anni a venire a soddisfare il 20% dell’intero fabbisogno nazionale.

Numeri e cifre che spiegano, come sottolineato da più cori, come la Turchia abbia tutte le potenzialità per diventare un leader internazionale nel campo delle rinnovabili. Ovviamente se sostenuto in questo processo di evoluzione e cambiamento.

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Turchia nazione… nucleare

C’è però anche l’altra faccia della medaglia.

Turchia

Modellino della centrale nucleare in costruzione presso Ankara

L’antitesi alle fonti di energia rinnovabile è per antonomasia, quella nucleare.
Contemporaneamente ai capitali e alle belle speranze riposte nell’energia solare, va altresì evidenziato come non stia scemando l’utilizzo di energia derivante dal carbon fossile e dal nucleare.

La privatizzazione della distribuzione dell’energia e gli investitori stranieri – russi, cinesi, europei, anche italiani – non mostrano sempre un attento interesse per il rispetto ambientale e calcolano il profitto anche da altri contesti.

TurchiaSotto la lente di ingrandimento, in particolare, la visita del Presidente Putin lo scorso aprile ad Erdogan; uno degli appuntamenti principali in agenda proprio la posa della prima pietra della centrale nucleare nella capitale Ankara.

L’idea è quella di ridurre l’importazione di gas – anche dalla stessa Russia – potendo contare sull’energia nucleare: senza tuttavia venir meno alla cooperazione con la stessa nazione sovietica, pronta a sostenerla economicamente e politicamente.

L’anno spartiacque in cui il nucleare sarà operativo? Il 2023.
Lo stesso anno indicato quando si è parlato di energia solare e rinnovabili. Un altro dettaglio che conferma il quadro profondamente contraddittorio che dipinge tutti i giorni lo Stato turco.

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