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Rinnovabili, tagliati gli incentivi

Gli incentivi sulle energie rinnovabili sono stati tagliati dal Decreto Ministeriale del 23 giugno 2016. Secondo Presidente dei Circoli dell’Ambiente, Alfonso Fimiani, si tratta di “timori fondati. Il Decreto del 2016 sugli incentivi alle rinnovabili varato da questo Governo contiene misure incapaci di dare una reale risposta ad un fabbisogno nazionale che, si spera, continuerà a crescere in maniera proporzionale rispetto all’economia. Quello che più spaventa, in ogni caso, è la totale mancanza di pianificazione: il provvedimento che regolamenta il 2016 è reso solo nella seconda metà dell’anno e per il 2017 regna la più totale incertezza. In Italia è necessario approvare un piano d’incentivazione ventennale che possa dare agli operatori del settore la possibilità di programmare i loro investimenti, altrimenti rischiamo di far scappare all’estero i capitali dei nostri imprenditori e ritrovarci di fronte alla necessità di affidarci totalmente agli idrocarburi, a cui ancora oggi non siamo stati capaci di creare un’alternativa”.

Gli impianti di energia rinnovabile

Gli impianti di energia rinnovabile

In particolare, osserva che “se confrontiamo l’articolo 17 del Decreto 2016 con quello del provvedimento del 2012, potremmo facilmente renderci conto che gli incentivi ai rifacimenti totali e parziali per l’idroelettrico passano da un contingente di potenza di 300 a 30 megawatt con un taglio del 90%. Anche le altre fonti hanno registrato una forte diminuzione delle incentivazioni. Nelle ultime settimane, in particolare, ci siamo concentrati sull’analisi dell’idroelettrico perché riteniamo sia quella che ha maggior potenziale immediatamente sfruttabile, poiché ci sono molte centrali inattive, per le quali ci sono concessioni già in corso. In ogni caso, il calcolo complessivo appare impietoso: se venisse confermato un budget di 435 milioni di euro, si vedrebbe un incremento annuo pari a circa 1,7-1,8 Tw/h a fronte di un fabbisogno attuale di circa 325 Tw/h ed in crescita annuale di 4 o 5, che è palesemente insufficiente. È per questo motivo – asserisce Fimiani – che abbiamo l’ambizioso obiettivo di presentare ad ottobre un Piano Energetico Nazionale alla Camera dei Deputati, nel quale abbiamo inserito, ad esempio, tra le misure nei lavori preliminari la rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili con una lieve diminuzione degli importi, tale da rendere gli investimenti ugualmente appetibili e la reintroduzione dell’incentivo al fotovoltaico domestico, contenuto entro i 2.500 kw/h annui, oltre i quali si avrà diritto al rimborso del 90% di quanto preso dalla rete”.

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