Rinnovabili nel “Piano Enel”, Greenpeace: «Fumata nera come il carbone»

Enel ha presentato i risultati aziendali 2012 e il piano industriale 2013-2017. L’azienda ha prodotto col carbone il 41% dell’energia elettrica immessa in Italia, con un incremento relativo del 50% rispetto al 2011. Inoltre, è in discussione proprio in questi giorni la richiesta dell’ENEL di aumentare i limiti di inquinamento e la produzione nell’impianto di Civitavecchia; contemporaneamente l’azienda vuole realizzare due nuovi impianti a carbone, a Porto Tolle e a Rossano Calabro.

Il popolo, in trepidante attesa di politiche energetiche verdi, assiste all’ennesima fumata nera: questo è il simbolo che Greenpeace ha scelto per criticare Enel e per dimostrare effettivamente quanto il carbone possa inquinare.

«ENEL prosegue su una strada sciagurata – ha affermato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – non sono servite le nostre denunce, che dimostrano come l’inquinamento del carbone di Enel fosse causa di una morte prematura al giorno in Italia».

Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, mira ora ad ottenere un quarto mandato. «Dopo aver tentato di fregarci col nucleare, Conti sta facendo del carbone un primato assoluto e nefasto per la sua azienda, nella quale la produzione e gli investimenti sulle nuove rinnovabili rimangono marginali. Greenpeace chiede che sia quanto prima rimosso il management ENEL e che l’azienda cambi radicalmente rotta».

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