Rinnovabili, la contraddizione passa da Spinazzola

L’opinione del giornalista Cosimo Forina sulla posizione di Legambiente a favore delle rinnovabili in Puglia, nella rubrica “La tua voce”, dove chi vuole può esprimersi sulle questioni ambientali

Domenica 30 maggio i vertici di Legambiente saranno presenti a Spinazzola per parlare di transizione ecologica e digitale. La conclusione dei lavori è affidata a Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. Un ritorno, per lui, nella città murgiana.

L’annuncio è dato con soddisfazione del sindaco Michele Patruno che tra l’altro scrive: “NEXT GENERATION SPINAZZOLA. Legambiente Puglia ha scelto Spinazzola per l’ormai tradizionale appuntamento annuale dedicato alla promozione territoriale”.

Il sindaco Patruno – dopo aver portato il suo saluto istituzionale – passerà il testimone agli interventi di: Assuntela Messina (sottosegretario di Stato al ministero dell’innovazione e la transazione digitale),  Francesco Tarantini (presidente dell’ente Parco dell’Alta Murgia), Ruggiero Ronzulli (direttore di Legambiente Puglia), Mario Solimano (vicepresidente Asd Team Bike Spinazzola). A conclusione è prevista la visita con percorso enogastronomico nel borgo antico e ai tesori del Parco dell’Alta Murgia.

Legambiente, Ciafani e l’ok alle rinnovabili

Ciafani ha fatto parlare di sé nei giorni scorsi non solo per la sua posizione arcinota favorevole agli impianti di rinnovabili, ma anche per la richiesta rivolta al Ministro Dario Franceschini di frenare le soprintendenze che ostacolerebbero le istallazioni di torri eoliche smembra paesaggio e le spianate di specchi fotovoltaici.  “Dobbiamo – ha affermato Ciafani – costruire impianti fotovoltaici ed eolici e dobbiamo farlo in fretta ma i soprintendenti dicono sempre no”.

Contro l’assalto del territorio, ad esempio, netta è stata la posizione di Vittorio Sgarbi che ha ricordato al presidente di Legambiente, spesso a braccetto con Sorgenia, il senso della bellezza e la difesa del paesaggio italiano espresso da Pasolini, Brandi, Cederna, Ripa di Meana, Rutigliano. Nonché la violazione dell’art.9 della Costituzione: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Paesaggio che Ciafani auspica crocifisso da pali eolici alti come grattaceli di trenta piani e tombamento con specchi dei terreni agricoli.

Il “caso” Grottelline

Nel Recovery fund i miliardi previsti per la transizione ecologica sono tanti, ma veramente tanti: Legambiente con il suo presidente si è subito portato avanti con il lavoro cercando di mettere il bavaglio alle soprintendenze che con fatica cercano di stoppare lo stupro dei territori.

Eravamo nel 2014 e Ciafani vice presidente di Legambiente a Spinazzola con Francesco Tarantini presidente regionale dell’associazione – come riporto ne Il caso Grottelline-Cronaca di un giornalista in provincia – così interveniva evidenziando le contraddizioni di Nicola Vendola e dell’assessore Angela Barbanente sulla gestione dei rifiuti e sull’assalto ad un sito di interesse archeologico, naturalistico, ambientale, paesaggistico, monumentale: «Quella di Grottelline è una classica storia all’italiana in cui si vedono sempre le solite aziende, in cui si vedono sempre i soliti consulenti, in cui si vedono sempre le solite facce che gestiscono le partite sui rifiuti in questa Regione. Noi troviamo allucinante che tutto questo avvenga nella regione dove il governatore Vendola dal 2005 parla di dittatura delle discariche.

Da quando il presidente Vendola si è insediato, ha utilizzato questa metafora fantastica che era fantastica nel 2005, che nel 2006 era ancora fantastica, che nel 2007 ha cominciato, diciamo, ad essere un po’ troppo ripetitiva e che negli anni successivi abbiamo continuato a sentire in un territorio dove le politiche non è che si facevano contro le dittature delle discariche.

Noi troviamo allucinante che tutto questo avvenga nella stessa regione che ha fatto la guerra alla Tap, un tubo di gas, mentre con grande nonchalance questa stessa Regione approva la deroga ad un Piano paesaggistico. Una deroga fatta ad hoc per questa discarica. L’assessore Barbanente ha “toppato” alla grande. E’ indifendibile…».

La contraddizione del Parco Alta Murgia

Ciafani oggi è indifendibile: questa sensibilità di difesa sembra averla smarrita ed attacca le soprintendenze, ostacolo ai suoi desiderata.

Lo fa mentre il Parco dell’Alta Murgia che vede Tarantini presidente ambisce a far diventare patrimonio dell’Unesco il suo territorio. Un territorio che potrebbe vedere non solo al suo orizzonte, come già accade ora, ma anche i terreni al confine trafitti da pali e con i riflessi degli specchi, occupati in ogni dove dalle lobby del sole e del vento.

Ecco quindi una contraddizione che appare evidente agli occhi di tutti: il Parco e la città – dove volteggiano centinaia di falchi che potrebbero finire ghigliottinati dai pali eolici così come avviene altrove – festeggiano l’emissione di francobolli che riportano i geositi della Murgia tra cui le cave di bauxite di Spinazzola. A compiacersi di queste bellezze sarà chi ha in mente la trasformazione del paesaggio in nome della Green Economy, più Economy che Green.

E’ vera Green Economy?

Questa economia verde che nella Puglia amministrata da Michele Emiliano, tra le più prolifere nelle rinnovabili con Nicola Vendola, si è già macchiata con le infiltrazioni della criminalità. E dove il consigliere Fabiano Amati sposa il teorema di Ciafani contro le soprintendenze e dai banchi del gruppo misto regionale Paolo Soccorso Dell’Erba presenta un emendamento alla discussione sul raddoppio delle fideiussioni per il recupero ambientale degli impianti Fer, chiedendo di agevolare le imprese che acquistano i suoli.

Beh cosa altro aggiungere: complimenti!

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