Input your search keywords and press Enter.

Riforma degli appalti: un’occasione per cambiare e rilanciare il Paese

Cantiere grandi opereNon so se essere entusiasta dei nuovi scenari che sembrano delinearsi sugli appalti. Lo siamo stati anche sul decreto trasparenza, che avrebbe dovuto agire da deterrente contro la corruzione e contro l’illegalità. La trasparenza è infatti il più grande deterrente se non c’è qualcosa da nascondere.

Ad oggi dobbiamo purtroppo notare che la trasparenza manca e la lotta all’illegalità è ancora agli inizi. Sarà quindi compito di quest’ultimo disegno di Legge (licenziato dalla Camera dei Deputati negli scorsi giorni) scrivere nuove regole sugli appalti, in base a ben 75 criteri, che si prevede non debbano cambiare al Senato: infatti il recepimento delle nuove direttive europee deve avvenire entro il 18 aprile 2016.

Occorre mettere ordine nel mondo degli appalti quanto prima perché, se guardiamo a quanto è avvenuto negli ultimi anni, spesso dobbiamo vergognarci di come sono stati spesi i fondi pubblici assegnati. Se si monitorassero nel tempo i lavori dopo la loro ultimazione, ci sarebbe il rischio di verificare il fallimento del nostro sistema. Purtroppo in questi anni ha trionfato ancora una volta il messaggio che non serve lavorare bene, che la professionalità non paga, che la correttezza non vince. Il messaggio è ancora una volta che le risorse pubbliche vengono spese male.

Ecco perché poniamo grande attenzione e fiducia al nuovo decreto sugli appalti e alle sue novità soprattutto in tema di ambiente e correttezza:

1)      coordinamento delle norme sui lavori pubblici con quelle associate alla tutela paesaggistica ed ambientale;

2)      maggiore punteggio per i lavori, beni e i servizi che presentano un minore impatto sulla salute e sull’ambiente;

3)      commissari di gara da scegliere da un albo nazionale;

4)      ulteriore forte stretta sulle varianti;

5)      spazio alle offerte economicamente e qualitativamente più vantaggiose seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita e includendo il «miglior rapporto qualità/prezzo» (valutato con criteri oggettivi sulla base degli aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali);

6)      partecipazione del pubblico alla progettazione delle opere: è prevista infatti l’introduzione di forme di dibattito pubblico delle comunità locali dei territori interessati dalla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale aventi impatto sull’ambiente, la città o sull’assetto del territorio, prevedendo la pubblicazione on line dei progetti e degli esiti della consultazione pubblica; le osservazioni elaborate in sede di consultazione pubblica entrano nella valutazione in sede di predisposizione del progetto definitivo.

Attendiamo ora la definitiva accettazione in Senato e quindi l’emanazione del Decreto da parte del Governo. La vera vittoria del cittadino si avrà con la sua partecipazione alle scelte strategiche condivise: un nuovo modo di progettare un nuovo rapporto con il cittadino, una nuova certezza per le opere più importanti.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *