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Rifiuti zero, sprechi zero, chilometro zero

Si è svolto a Perugia l’evento Verso la società del riciclo, promosso dal Coordinamento Regionale Rifiuti Zero dell’Umbria. La giornata è stata dedicata all’obiettivo Rifiuti Zero, con laboratori sul tema ed esposizioni di buone pratiche.

Pietro Piva, responsabile della divisione commerciale di Contarina Spa, ha illustrato la raccolta omogenea dei rifiuti sul territorio di Treviso. Contarina serve cinquanta comuni del trevigiano.In quest’area, ad alta densità abitativa e di attività economica, la raccolta differenziata ha raggiunto una media altissima, quasi l’85% nel 2013 (dati ufficiali Contarina), mentre la media italiana si attesta al 39.9% (Ispra dati 2013). Allo stesso tempo la produzione di rifiuto non riciclabile per abitante è stata ridotta a 53 kg nel 2013 (dati ufficiali Contarina), contro una media nazionale di 303 kg (dati Ispra 2013).

Contarina applica una tassa sui rifiuti che si compone di una quota fissa, calcolata in base al numero dei componenti del nucleo familiare e da una quota variabile calcolata in base agli svuotamenti dei rifiuti effettuati. Una quota zero è riservata ai Comuni virtuosi. I sindaci dei Comuni serviti da Contarina hanno sottoscritto la delibera Triplo zero, ossia rifiuti 0, sprechi 0 e chilometro 0.

Marco Montanucci ha rappresentato il Comitato umbro Inceneritori Zero. «In Umbria si parla di bruciare il Css (combustibili solidi secondari), ma questo significherebbe bruciare delle materie prime: i rifiuti non vanno bruciati, ma vanno differenziati e recuperati per poi essere riciclati. Nella nostra regione, la maggior parte dei rifiuti organici torna in discarica, con il 56% di scarti, contro una media italiana del 7,7%».

Grande interesse ha suscitato Dai fondi del caffè alle proteine, il progetto di educazione ambientale promosso dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, con il patrocinio della ASL2 di Lucca. Gli alunni dell’Istituto comprensivo Ilio Michelotti di Capannori hanno approfondito le conoscenze sulla coltivazione di funghi commestibili e l’importanza del recupero del fondo di caffè. Basti pesare che più di 100 kg di caffè è la quantità di fondi di caffè recuperato dalle famiglie per produrre il Pleurotus Ostreatus, la terza specie di funghi più commercializzati in Italia. Ad oggi sono tre le aziende in Italia che stanno sperimentando questa ricerca, mentre nel resto del mondo è spesso utilizzata per progetti umanitari di sostentamento alimentare, come in Sud America e in Africa.

 

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