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Rifiuti urbani: ecco cosa succede nel Paese

Tornano a cresce nel 2010 i valori pro capite per la raccolta dei rifiuti urbani (+0,9%), dopo tre anni di andamento decrescente. La quota percentuale della raccolta differenziata, sul totale dei rifiuti urbani, ha toccato il 31,7%, in aumento di 1,4 punti percentuali sull’anno precedente. A confermarlo sono i dati contenuti negli indicatori ambientali urbani appena diffusi dall’Istat. Con 671 kg per abitante, i comuni capoluogo di provincia del Centro continuano a essere i maggiori produttori di rifiuti urbani. Seguono i comuni del Nord-est, delle Isole, del Nord-ovest e i comuni del Sud. I grandi comuni che raccolgono quantità di rifiuti urbani superiori alla media di tutti i capoluogo di provincia sono Catania, Venezia, Firenze, Roma e Bari.

Nei capoluoghi del Nord-est, del Centro e del Nord-ovest la raccolta dei rifiuti urbani risulta in aumento, mentre in quelli del Sud e delle Isole si registrano lievi riduzioni (pari rispettivamente a -0,3% e -0,1%). Sono invece 13 i comuni capoluogo di provincia – Pordenone, Novara, Carbonia, Verbania, Salerno, Avellino, Nuoro, Belluno, Oristano, Asti, Tortolì, Rovigo e Trento – che hanno superato l’obiettivo del 60% di raccolta differenziata da raggiungere, secondo la normativa, entro il 31 dicembre 2011, mentre salgono a 34 quelli che hanno superato il 50% (obiettivo 2009). Maglia nera per Enna, Siracusa, Messina, Catania, Palermo, Isernia, Agrigento, Taranto, Foggia, Catanzaro e Vibo Valentia: qui la percentuale di raccolta differenziata non raggiunge la soglia del 10%. Bassa la quota di raccolta differenziata in Campania, con un 17,7% per Napoli, che vanifica la situazione virtuosa degli altri comuni capoluogo campani ove si supera la media nazionale: Salerno (71,0%), Avellino (67,3%), Caserta (46,9%) e Benevento (33,9%).

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