Rifiuti, sprechi e consumi: il lato infelice delle festività

Sacchi di spazzatura. Foto di repertorio (Fonte: Pixabay.com)

Impressionanti le prime stime del post-vacanze: aumento del 10% di carta e cartone, del 30% di energia e del 130% di emissioni inquinanti. E 500mila tonnellate di cibo finiranno nella spazzatura. I consigli per ridurre questi numeri

 

Raccolta differenziata: vietato sbagliare! Nei giorni delle festività natalizie l’imperativo si fa ancor più categorico, considerati i numeri stimati il fisiologico incremento dei rifiuti. Tra regali scartati e addobbi natalizi, saranno proprio carta e cartone a riempire, più del solito, i contenitori della spazzatura. E uno scorretto smaltimento potrebbe compromettere il lavoro compiuto durante l’anno da diverse realtà ambientaliste. Si calcola un aumento anche per i materiali in plastica e in vetro.
Proprio in questi giorni, inoltre, c’è un altro imperativo non secondario: limitare il più possibile lo spreco di risorse alimentari. Tra pranzi in famiglia e cenoni, si rischia infatti uno schiaffo alla miseria da 500mila tonnellate; a tanto, infatti, potrebbe ammontare la quantità di cibo gettata. Una percossa che, mai come in questo periodo dominato dall’inflazione, si ripercuoterebbe sulle tasche dei consumatori. Una vigorosa sculacciata da decine di euro a famiglia.
Aggiungendo a tutto ciò i costi dell’energia e gli spostamenti per raggiungere diverse destinazioni, dopo i titoli di coda delle festività si rischia di tornare alla vita di tutti i giorni con 20mila tonnellate di sostanze inquinanti in più nell’atmosfera.

Pacchi regalo (Foto: Pixabay.com)

Pacchi regalo, confezioni, addobbi o bicchieri rotti. Ecco dove conferirli

Dalle prime stime del Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), tra dicembre 2023 e gennaio 2024, si prevede un aumento dei rifiuti in carta e cartone di quasi il 10%; oscilla invece tra il 4% e il 7% il dato relativo alla plastica e al vetro. Numeri che dovranno essere confermati il prossimo anno, a conclusione delle festività. «Dopo un primo confronto effettuato a campione fra i dati dei gestori di alcune città italiane, non saremmo sorpresi da incrementi di questo tipo – afferma Luca Piatto, responsabile dei rapporti col territorio di CONAI – È improbabile che i consumi aumentino come nel 2022, soprattutto a causa della contrazione della nostra economia che ha caratterizzato la seconda parte del 2023. Ma credo si tratti comunque di numeri importanti». Numeri che, secondo Piatto, potrebbero lievitare in alcune province, superando le previsioni, divenute imprevedibili a causa degli effetti prodotti prima dalla pandemia e poi dal caro bollette.
Cibo, vino, beni di consumo imballati, regali in buste di carta e di plastica che vengono consegnati di persona o spediti: tanti imballaggi arriveranno a fine e dovranno essere correttamente gestiti.
Per quanto riguarda la carta, dopo lo shopping, gli scontrini che non si vogliono conservare devono essere buttati nell’indifferenziato. Si tratta infatti di carta chimica, non riciclabile. Semaforo rosso anche per carta oleata e carta da forno: nessuna delle due può essere conferita con la carta, a meno che non sia esplicitamente indicato sulle rispettive confezioni. La carta da pacco, invece, non crea problemi, essendo perfettamente riciclabile.
Particolare attenzione deve essere pestata alla raccolta della plastica. Gli imballaggi devono essere svuotati prima di essere gettati. Le bottiglie vanno schiacciate per il lato lungo, e non dall’alto in basso (è un buon modo per facilitare il riciclo in impianto). Giocattoli rotti o altri oggetti vanno conferiti all’isola ecologica o nell’indifferenziato. Le etichette in plastica coprenti vanno rimosse dai flaconi e dalle bottiglie, per poi essere riposti nel contenitore della plastica. È un modo per aiutare a riciclare al meglio entrambi i rifiuti.
Passiamo al vetro. Se durante un brindisi un bicchiere di cristallo si rompe, deve essere gettato nell’indifferenziato. Il cristallo, infatti, contiene piombo e pochi frammenti di cristallo compromettono grandi quantità di vetro riciclabile. Stop anche a palle e addobbi dell’albero di Natale. Sono falsi amici e non vanno conferiti con il vetro, come anche le ceramiche e il vetro borosilicato, ossia quello delle pirofile adatte alla cottura in forno.
Le scatole di legno, in cui vengono regalate le bottiglie di vino o di liquore pregiato, invece, devono essere portate all’isola ecologica.

Energia e trasporti, CO2 a volontà nell’aria

Oltre all’aumento del volume dei rifiuti, nei giorni di festa anche i consumi di energia lieviteranno fino al 30% rispetto ad altri periodi dell’anno, immettendo in atmosfera 20mila tonnellate di anidride carbonica. Mentre i maggiori spostamenti di cittadini e merci produrranno un aumento del 130% delle emissioni inquinanti. Sono i numeri forniti dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che ha calcolato l’impatto del Natale sull’ambiente.
«Addobbare l’albero di Natale e decorare la casa con luci e catene luminose produce in Italia, nell’intero periodo natalizio, fino a 20mila tonnellate di CO2 che vengono immesse in atmosfera – spiega il presidente Sima, Alessandro Miani – Nel periodo che va dall’8 dicembre al 6 gennaio, gli interni e gli esterni delle abitazioni sono decorati con illuminazioni natalizie che rimangono accese diverse ore al giorno». Una invasione di fili luminosi e di lampadine che, secondo le dichiarazioni di Miani, determina un incremento dei consumi energetici di circa il 30% rispetto al resto dell’anno, pari a 1.600 MWh al giorno (ossia 46.400 MWh di energia consumata solo nel periodo che va dall’8 dicembre all’Epifania). Consumi che equivalgono a 650 tonnellate di CO2 immesse ogni giorno in atmosfera, per un quantitativo totale che oscilla tra 18mila e 20mila tonnellate durante l’intero periodo delle festività.
La nota più dolente, per il numero uno della Sima, sarebbe quella delle emissioni legate ai trasporti. «I maggiori spostamenti con auto private e mezzi di trasporto pubblici (treni, aerei, bus) – conclude Miani – unitamente all’incremento delle attività logistiche connesse al commercio e alla spedizione delle merci, produrrà un aumento delle emissioni inquinanti rilasciate in atmosfera del +130% rispetto ad altri periodo dell’anno, con danni diretti e indiretti per la salute umana e l’ambiente».

Assoutenti calcola che in queste festività finiranno nella spazzatura 500mila tonnellate di cibo (Foto: Pixabay.com)

Uno spreco alimentare da record, come i prezzi delle materie prime

Tonnellate di cibo nella spazzatura: per l’esattezza, 500mila tonnellate. È l’impressionante entità di uno spreco festivo stimato da Assoutenti, che, unito ai prezzi dei beni alimentari lievitati, arriverà a costare 80euro a nucleo familiare. «Tra i generi alimentari più sprecati a Natale – afferma il presidente Gabriele Melluso – compaiono prodotti freschi quali frutta e verdura, ma anche pasta, pesce, panettoni, torroni, bibite e spumante». L’oculatezza a una spesa più mirata giova anche alle tasche. E, in tal senso, Assoutenti ha anche analizzato l’andamento dei prezzi rispetto allo scorso anno. Utilizzare l’olio d’oliva per cucinare e condire i piatti costa in media il 49,8% in più. Per un risotto, considerando solo la materia prima “riso”, si spende l’8% in più; mentre la carne suina ha subito un rincaro del 5,2%. I frutti di mare salgono dell’8,9%, mentre il pane del 4,5%. La frutta fresca aumenta del 10,4%, con punte del 18,4% per le pere e del 21,7% per la frutta con nocciolo; la verdura segna un +7,6% rispetto allo scorso Natale, con picchi del 10,5% per l’insalata e del 18,7% per le patate. Sarà più costoso anche mettere bevande a tavola: per quelle gassate si spende il 10,5% in più, mentre l’acqua minerale sarà più cara del 5,7%.

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Feste sostenibili: sono davvero possibili?

La risposta è “Si” e a fornirla è Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 a contrastare l’inquinamento da plastica. Ecco le dieci regole d’oro stilate dalla Onlus, semplici da rispettare, per garantire delle “Buone feste” anche all’ambiente:
– Non usare imballaggi e nastri di materiale plastico per incartare i regali, ricicla le carte colorate trasformandole in addobbi senza disperdere nulla in natura;
– Scegli regali sostenibili e responsabili perché quel che conta è il gesto, il pensiero;
– Evita il fast fashion natalizio spesso in fibre sintetiche, che rappresentano circa il 16% delle microplastiche presenti negli oceani secondo l’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente;
– Non lasciare volare in cielo i palloncini, anche quelli venduti come biodegradabili, perché prima o poi ricadranno sulla terra, provocando anche la morte di animali inconsapevoli;
– Niente piatti, bicchieri e posate “usa e getta”: anche quando sono biodegradabili sono comunque rifiuti che provocano inquinamento;
– Evita spugne sintetiche per pulire le stoviglie: come per il vestiario, rilasciano microplastiche negli scarichi e, quindi, nel mare;
– Preferisci un’illuminazione a led a basso consumo, spegnendo sempre la luce quando si esce da un locale;
– A tavola proponi piatti della tradizione, legati a prodotti locali e di stagione. Evita cibi che devono attraversare i continenti in aereo, inquinando;
– Stop ai fuochi d’artificio: oltre a far paura ai nostri animali domestici, sono altamente inquinanti per l’atmosfera e il mare;
– Quando fai un brindisi non lasciare nulla nell’ambiente: smaltisci correttamente bottiglie, tappi, gabbiette metalliche, bicchieri, ecc…

Luca De Gaetano (Fonte: Wikipedia)

De Gaetano: «Il 10% dei regali buttato via subito dopo»

«Sorrisi, gioia e luci in questi giorni di festa non devono mai mancare – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Ciò che invitiamo a fare è semplicemente il prestar attenzione a piccole abitudini che, spesso inconsapevolmente, procurano ingenti danni al nostro Pianeta e, quindi, a noi stessi. Basti pensare che da uno studio dell’Università di Manchester è emerso che le abitudini alimentari natalizie della sola società occidentale causano la stessa impronta di carbonio di un’auto che compie il giro del mondo per 6.000 volte».
«Il 10 per cento dei regali – prosegue De Gaetano – viene buttato via subito dopo, diventando rifiuto, perché non gradito. Eppure per limitare sprechi e inquinamenti sono sufficienti alcune piccole accortezze, pur rispettando le tradizioni e i grandi momenti conviviali legati ai festeggiamenti di fine anno».

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