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Rifiuti speciali. I libri abbandonati di Ankara

I netturbini del distretto di Cankaya hanno raccolto un tipo di rifiuti davvero speciali: migliaia di libri buttati via. E ne è nata una biblioteca

Quando il rispetto per l’ambiente promuove la cultura, siamo di fronte ad un status etico-culturale tra i più compiuti. Un esempio arriva direttamente dalla Turchia, Stato di difficile inquadratura sia per la sua tumultuosa politica interna, sia per il variegato mosaico etnico che lo popola, ma dove c’è una storia da raccontare che parla di rifiuti speciali, nel vero senso del termine.

Questa storia ha per protagonista un oggetto, talmente scontato da essere troppo spesso superficialmente sottovalutato: il libro.

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I netturbini che raccolgono libri

L’eco della storia che arriva fin dalla capitale Ankara ha dei contorni quasi fiabeschi.
Alcuni mesi fa nel distretto di Cankaya è stata inaugurata – all’interno di una ex fabbrica di mattoni – una biblioteca che per la sua origine rappresenta un unicum a livello mondiale.
Questa raccoglie libri. Non libri di un autore, di una sezione narrativa o di un’epoca in particolare. Libri.

Il loro unico anello di congiunzione è quello di essere stati letti e poi scartati, abbandonati, gettati nei bidoni della spazzatura. Insomma rifiuti, che per il loro genere meritano l’appellativo di “rifiuti speciali”.
Gli operatori ecologici di quella zona di Ankara, resisi conto della mole di tomi e volumi che si trovavano via via con sempre più frequenza, hanno cominciato pazientemente a raccoglierli.
libriSparsa la voce nel circondario, alcuni volontari hanno contribuito ad ampliare questa inusuale raccolta.
Nel giro di alcuni mesi i libri sono diventati centinaia. Poi migliaia. Fino a diventare più di seimila.

Dapprima l’idea dei netturbini era quello di creare una piccola biblioteca personale – di sola pertinenza dei famigliari –, poi il successo dell’iniziativa ha allargato gli orizzonti, diventando di pubblico accesso.

La “biblioteca degli spazzini”

Supportata anche dal sindaco e dall’amministrazione comunale della capitale turca – che hanno saputo cogliere il senso sociale dell’iniziativa – la biblioteca dallo scorso settembre è stata inaugurata ufficialmente e regolarizzata in tutto e per tutto, con un impiegato che gestisce tutti i movimenti al suo interno.

In pochissimo tempo è diventato canale di prestito per le scuole dei dintorni, ed anche per la prigione.

libri rifiuti speciali

Sono più di seimila i volumi raccolti nella biblioteca creata dai netturbini di Ankara. Molti di questi sono stati trovati tra i rifiuti

Molto frequentata dagli studenti, questa inusuale biblioteca nata con “rifiuti speciali”, accoglie anche una sezione dove potersi intrattenere nella lettura, magari sorseggiando una bevanda calda, oppure fare una partita a scacchi nella location dedicata.

I rifiuti speciali che ci piacciono

Sono tanti anche i ciclisti che effettuano soste presso la biblioteca dell’ex fabbrica di mattoni.
La notizia che arriva dalla Turchia ha un che di nostalgico e romantico, una favola che non sembra raccontare uno spaccato di vita dei giorni d’oggi, dove veniamo traslati nella vita virtuale degli smartphone, dei tablet, degli e-book.

Se la scrittrice statunitense Gabrielle Zevin ci insegna che «una città senza libreria è un luogo senza cuore», i libri abbandonati e raccolti dai netturbini fanno capire che – dallo scorso settembre – ad Ankara  batte un cuore in più.

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