Rifiuti speciali, i Carabinieri sanzionano 188 società in 9 regioni

Le foto sono state fornite dai Carabinieri

Scoperto il sistema criminoso dai Carabinieri Forestali di Ancona. Sequestrati beni e denaro per circa 14,5 milioni di euro, mentre sono indagate 22 persone

Vasta operazione del Gruppo Forestale di Ancona che ha portato alla scoperta di un’attività illecita in ambito di rifiuti che ha coinvolto 188 società, con sede legale in 17 province e 9 regioni italiane.

Le sanzioni amministrative elevate sono di 14.632.858,00 euro. Sono stati notificati oltre 4.300 processi verbali dai Carabinieri Forestali di Jesi, San Marcello, Senigallia, Genga Frasassi e Conero, relativi a una serie di illeciti amministrativi che riguardano migliaia di trasporti irregolari e conferimento di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da terre e rocce di scavo e rifiuti da demolizione, in due impianti di recupero di una società con sede a Castelbellino (AN). I trasporti avvenivano senza formulario di trasporto o con formulario incompleto o inesatto.

Le foto sono state fornite dai Carabinieri

Gli illeciti sono stati accertati nel corso dell’indagine denominata “Fango & Cash”, diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Ancona, iniziata nel 2018, che a marzo ha portato alla scoperta di un traffico organizzato di rifiuti illeciti. Nell’occasione, è stato accertato che venivano trattati illecitamente rifiuti speciali da demolizione, terrosi e organici, anche contaminati da inquinanti, tra cui idrocarburi, catrame, plastiche e metalli, per un totale di 640.000 tonnellate. Questi rifiuti provenivano da oltre 50 cantieri nelle province di Ancora e Macerata ed erano stati nascosti in tre cave, un terreno agricolo, in tre impianti di gestione rifiuti da demolizione e terrosi/lavorazione inerti dislocati in entrambe le province. Inoltre, sono stati sequestrati beni e denaro per un valore di 4.969.924,00 euro, e bloccati i conti correnti bancari e postali di 5 indagati e 4 società, 3 con sede legale in provincia di Ancona e una a Rimini, accusati in concorso per traffico illecito di rifiuti. Sequestrati anche 76 camion e 7 mezzi d’opera, tra escavatori e mezzi movimento terra.

Le foto sono state fornite dai Carabinieri

Due persone hanno avuto gli arresti domiciliari, una la misura di obbligo di dimora e due sono state colpite dalla misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale.

I due amministratori di fatto di una società di gestione e lavorazione dei rifiuti da demolizione e terrosi in Provincia di Ancona, insieme ad altri 20 indagati, avevano organizzato un sistema di traffici illeciti di rifiuti speciali da demolizione, organici e terrosi, che non avveniva nei siti autorizzati, evitando così di pagare le spese di recupero e conferimento. Lo smaltimento illecito dei rifiuti e lo scavo abusivo venivano eseguiti tramite un sistema di corruzione di un faccendiere, dipendente della società, che consegnava denaro a funzionari pubblici per evitare controlli presso le cave vincolate da sequestri o sospensioni.

Le società coinvolte sono così suddivise: 165 nelle Marche, 125 in provincia di Ancona, 27 in provincia Macerata, 9 nella zona di Pesaro Urbino, 3 ad Ascoli Piceno, 1 in provincia Fermo; 6 in Abbruzzo, 2 nella provincia di Chieti, 3 di Pescara e 1 di Teramo; 2 in Emilia Romagna, 1 nella zona di Modena e 1 di Rimini; 1 in Lombardia, a Milano; 1 in Puglia a Foggia; 2 nelle province di Napoli e Caserta in Campania; 4 nella zona di Perugia in Umbria; 6 nel Lazio nella zona di Roma; e 1 nella provincia di Pordenone nel Friuli Venezia Giulia.

(Le foto e il video sono stati forniti dai Carabinieri)

Articoli correlati