Rifiuti RAEE, un capitale abbandonato per strada

Gli elettrodomestici possono essere smontati e tutti i pezzi riciclati. Se finiscono in discariche abusive, sono soldi buttati. Una legge evita questo scempio, ma non sempre viene applicata

 

Da tempo sono senza sosta i controlli delle forze dell’ordine in ambito ambientale. Discariche, rifiuti sparsi ovunque, inquinamento dei terreni, dell’aria e dell’acqua, roghi di rifiuti, sono ormai all’ordine del giorno. Forse proprio per la coscienza ambientale che si sta sviluppando rapidamente nella nostra società, questi reati sono diventati adesso più evidenti e più frequenti, nonostante siano costanti e perpetrati nel tempo. Ma ora si denunciano, sono aumentate le segnalazioni e la giustizia condanna gli autori che, nei casi più gravi, finiscono anche in carcere. Ma questo non basta per fermare questa piaga. Bisogna fare di più. A tutti i livelli.

Ma tra i rifiuti di ogni genere che si vedono per strada, quelli che colpiscono maggiormente, anche per il “volume”, sono i RAEE, ovvero i rifiuti elettronici ed elettrodomestici. Frigoriferi, forni, lavatrici, lavastoviglie, televisori, computer, vengono abbandonati in luoghi abbastanza nascosti inquinando gravemente le aree. Se fossero smaltiti correttamente, questi elettrodomestici sarebbero una fonte inesauribile di riciclo ed economia circolare.

A tal proposito, c’è un’attività costante della Polizia Locale di Bari mirata proprio a reprimere questo fenomeno. Il Comando fa sapere che «“Uno contro uno” è il principio basilare sancito D.M. n°65/2010, in vigore dal 18 Giugno 2010, per cui a fronte dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico, vi è l’obbligo da parte del rivenditore del ritiro gratuito dell’elettrodomestico sostituito, di cui è tenuto  a “scortarne” il percorso dal ritiro, effettuato presso il domicilio del consumatore, fino allo smaltimento. La gestione dei R.A.E.E. deve privilegiare le operazioni di riutilizzo e preparazione per il riutilizzo dei loro componenti e materiali di consumo al fine di consentire un efficiente utilizzo delle risorse. A tal proposito i distributori ed i rivenditori di A.E.E., su tutto il territorio nazionale, devono assicurare il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata di tipo equivalente a quella fornita, depositandola nei centri di raccolta. Anche i Comuni assicurano sistemi di raccolta differenziata dei R.A.E.E. provenienti dai nuclei domestici, garantendo l’accessibilità ai centri di raccolta, al fine di permettere ai detentori finali il conferimento gratuito dei R.A.E.E.».

Il nucleo di Polizia Ecologica della Polizia Locale di Bari ha perciò iniziato una serie di controlli sia nei confronti di imprenditori locali, sia nei confronti della grande distribuzione presente sul territorio. Solo nell’ultimo mese sono stati denunciati 5 rivenditori per gestione illegale di rifiuti, perché non iscritti nell’apposita sezione dell’Albo Gestori Ambientali per le attività di raccolta e trasporto dei RAEE. Accertate anche violazioni amministrative per mancanza della documentazione prevista dalla normativa vigente per un totale di circa 7.000,00 Euro ciascuno.

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