Rifiuti RAEE, nuovo progetto per il recupero del Politecnico di Bari

rifiuti RAEE - foto archivio

Il costo della ricerca “Tecnologie combinate per la chiusura del ciclo dei RAEE” è 341 mila euro e durerà 2 anni. Approvata e cofinanziata dal Ministero alla Transizione, sarà guidata dal Politecnico di Bari in partnership con Kyma Ambiente SpA di Taranto

 

Rifiuti RAEE computers

La produzione mondiale di RAEE nel 2021 è stata di oltre 58 milioni di tonnellate (fonte, Global E-Waste Monitor). L’Italia ha partecipato con una produzione di meno di mezzo milione di tonnellate (fonte, Rapporto annuale 2021, Centro italiano di Coordinamento RAEE). Purtroppo, su scala globale, le stime di crescita annuale di tale rifiuto sono di tipo esponenziale. I RAEE contengono sia sostanze inquinanti e sia materie prime. Perciò necessario sottoporre i RAEE ad apposite operazioni di trattamento per rimuovere e smaltire in modo sicuro le sostanze inquinanti ed estrarre e riciclare le materie prime.

Attualmente, nei paesi industrializzati come l’Italia, lo schema di trattamento tipico per i RAEE, quando applicato, consente di ottenere un recupero di materia nel range 50-60%. Le frazioni maggiormente recuperate sono il ferro, il rame, le plastiche, il vetro e il legno.

Economia circolare

Rifiuti RAEE – lavatrici

La ricerca, supportata dalle nuove tecnologie, può innalzare ulteriormente la percentuale di recupero materiali. Per tali ragioni, il Ministero della Transizione Ecologica ha inteso incentivare, anche con appositi bandi, ricerche e progetti atti a favorire una sempre più significativa economia circolare.

È il caso del Bando per il cofinanziamento di progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie per il recupero, il riciclaggio e il trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il progetto, “Joint technologies for WEEE-cycle closure” (Tecnologie combinate per la chiusura del ciclo dei RAEE) è stato presentato dal Politecnico di Bari in collaborazione con la società Kyma Ambiente Amiu Taranto SpA.

Il progetto mira a verificare la fattibilità tecnica, economica e ambientale di un nuovo schema di trattamento dei RAEE, con particolare riferimento a quelli del raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, ecc.). Si tratta del raggruppamento dei RAEE maggiormente presente, la cui incidenza negli ultimi anni risulta in continua crescita.

Attualmente, i RAEE in oggetto sono gestiti secondo uno schema che prevede operazioni di smontaggio e di recupero di materia e bonifica dei composti/sostanze pericolose, quali triturazione, separazione dei metalli ferrosi e non ferrosi, separazione manuale di altri materiali e smaltimento in discarica delle frazioni non recuperabili.

La ricerca e la nuova metodologia

Laboratorio di Tecnologie Ambientali (LTA) presso la sede di Taranto del Politecnico di Bari

Al fine di incrementare la percentuale dei materiali recuperati, favorire il recupero di specifici materiali (in primis, alluminio e rame e diverse tipologie di polimeri) e ridurre lo smaltimento delle frazioni non recuperabili in discarica, la ricerca si propone di investigare un nuovo schema di trattamento che, in alternativa allo schema convenzionalmente adottato, preveda: separazione dell’alluminio e del rame mediante tavola densimetrica; macinazione delle plastiche in mulini al alta energia; separazione tribo-elettrostatica delle plastiche finalizzata all’ottenimento di polimeri, come polipropilene e polistirene, di elevata purezza e caratteristiche pari a quelle dei polimeri vergini; pirolisi delle frazioni di RAEE non altrimenti recuperabili, con conseguente caratterizzazione dei prodotti della pirolisi (char, olii pirolitici e gas) e dealogenazione degli olii pirolitici.

Laboratorio di Tecnologie Ambientali Taranto -interno

L’attività di ricerca, di tipo sperimentale, sarà organizzata in differenti work packages per una durata complessiva di 24 mesi, prevedendo il coinvolgimento, quale partner industriale, di Kyma Ambiente AMIU Taranto Spa, società preposta alla gestione  dei rifiuti urbani (tra cui i RAEE) nella città di Taranto. I risultati ottenuti saranno utilizzati per valutare criticità e punti di forza del “concept note” proposto, utili a Kyma Ambiente e proporre, su scala nazionale, un nuovo modello di gestione dei RAEE.

Obiettivo: recupero materiali fino al 90%. L’intento del progetto è quello di incrementare le efficienze di recupero di materia fino al 90%.

Per tali attività Poliba e Kyma Ambiente metteranno a disposizione le proprie strutture di ricerca. In particolare, il Politecnico, svilupperà i suoi studi sperimentali grazie al moderno Laboratorio di Tecnologie Ambientali (LTA) presente nella sede di Taranto.

Costituzione ATS

Il rettore del Poliba, Francesco Cupertino e il Presidente di AMIU spa Taranto firmano l’atto costitutivo ATS

Propedeutica all’inizio delle attività di ricerca e sperimentazione è stato l’atto formale di costituzione di una apposita ATS tra il Poliba e Kyma Ambiente. La sottoscrizione degli accordi è avvenuta lo scorso 15 marzo, nella sede del rettorato del Poliba, alla presenza del notaio. L’atto è stato sottoscritto dal Rettore, prof. Francesco Cupertino e dal Presidente di Kyma Ambiente, avv. Giampiero Mancarelli. Presenti inoltre, per l’occasione il responsabile scientifico del progetto, prof. Michele Notarnicola del Poliba e l’ing. Cosimo Natuzzi, referente scientifico di Kyma Ambiente. L’atto stabilisce condizioni, tempi, impegni delle parti. Il costo totale del progetto ammonta a 341.016,70 euro. Come da bando, il MiTE ha finanziato il Poliba con il 49,7% dell’intero importo (169.572,00 euro). La restante parte (50,3%) è stata ripartita tra il Poliba (78%) e Kyma Ambiente (22%).

Le dichiarazioni

da sx. ing. Cosimo Natuzzi, Klima Ambiente_ Giampiero avv. Manacarelli, Amiu Taranto_ Rettore, Francesco Cupertino_ prof. Michele Noranicola

Il Rettore del Poliba, Francesco Cupertino. «Questa collaborazione rappresenta un segno di attenzione verso la città di Taranto su una tematica di particolare rilievo che riguarda il recupero e il riciclo dei rifiuti. Mi auguro che i risultati di questa attività potranno essere estesi a tutto il territorio nazionale».

«Kyma Ambiente-Politecnico è un connubio importante per l’innovazione e l’apprendimento – replica Giampiero Mancarelli, Presidente di Kyma Ambiente. Per due anni Kyma Ambiente – continua – sarà protagonista di un progetto importante che punta a migliorare la possibilità di riciclo e riuso della materia dei grandi elettrodomestici e delle apparecchiature elettroniche che verranno raccolti e smaltiti dalla nostra azienda attraverso i suoi impianti. Da ciò ne deriverà un abbattimento dei costi grazie alla ricerca supportata dal Politecnico. Taranto diventa sempre più un punto di riferimento per la Green Economy e ne siamo orgogliosi».

Così, infine, il responsabile scientifico del Progetto “Joint technologies for WEEE-cycle closure”, prof. Michele Notarnicola, docente al Politecnico di “Gestione dei rifiuti solidi e bonifica dei siti contaminati”: «con questo intervento concretizziamo una filiera tecnologica innovativa che soddisfa sia le esigenze ambientali, sia i fondamenti dell’economia circolare, attraverso il recupero congiunto di materiali ed energia e la conseguente riduzione dello smaltimento in discarica».

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