Per la prima volta dall’attivazione dei consorzi per la gestione dei RAEE, si è verificato un calo nella raccolta dei rifiuti elettronici. Questo è quanto emerge dal Rapporto Sociale 2012 di Ecolight, il consorzio che raccoglie principalmente pile ed accumulatori.
Il calo complessivo della raccolta di rifiuti elettronici non è riconducibile soltanto alla contrazione dei consumi. Il Rapporto Ecolamp ha infatti evidenziato fenomeni di sciacallaggio che avvengono nelle isole ecologiche ed anche la crescita di circuiti paralleli di raccolta. Questi canali operano al di fuori del sistema RAEE gestito dal Centro di coordinamento, senza quindi il rispettare le norme che regolano lo smaltimento dei RAEE. La raccolta e lo smaltimento illegale dei rifiuti elettronici non solo comporta un loro impoverimento, ma anche la dispersione nell’ambiente di sostanze nocive.
Ecolamp è riuscita comunque a segnare un dato in controtendenza. Nel corso del 2012, il consorzio ha gestito 17.600 tonnellate di rifiuti elettronici domestici (+ 4,1% rispetto all’anno precedente). Il consorzio ha gestito anche RAEE professionali e servito la Grande Distribuzione, smaltendo i rifiuti elettronici consegnati dai consumatori (Uno contro Uno). In questa maniera, Ecolight ha gestito oltre 21.500 tonnellate di RAEE, dei quali quasi il 70% appartiene al raggruppamento R4 (piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo).
Occorre dunque non vanificare gli sforzi fatti dai sistemi collettivi e soprattutto non far calare l’attenzione sull’ambiente. Giancarlo Dezio, direttore generale Ecolight: «La nostra priorità è l’ambiente. Quindi, al fine di tutelare l’ambiente, bisogna assicurarsi che tutti gli operatori siano messi nelle medesime condizioni di operare, con le stesse opportunità ma soprattutto con gli stessi obblighi. Infine, serve dare impulso alla green economy. Esso è un settore che può dare molto in termini di sviluppo, soprattutto in un momento di difficoltà. Questo anche in previsione della nuova direttiva europea che dovrebbe essere recepita dall’Italia entro febbraio del prossimo anno».


