Rifiuti: due bonifiche in una

I rifiuti secchi della discarica di Guarini a Cavallino per agevolare la bonifica della discarica Castellino di Nardò. La proposta sperimentale è congiunta. E’ stata messa nero su bianco con apposita delibera del 6 febbraio scorso proprio dalla giunta comunale cavallinese, sede della piattaforma complessa per il trattamento dei rifiuti solidi urbani a servizio dell’intera provincia e in particolare dell’area Nord del Salento.

La soluzione individuata per dare seguito alle opere di bonifica dei due siti in oggetto era largamente attesa, visti i disagi che più volte le rispettive cittadinanze di Nardò e Cavallino hanno rappresentato anche a livello istituzionale.

La discarica dismessa di Cavallino (LE)

Ma se il Comune di Cavallino può finalmente deliberarla, lo si deve, appunto, alla riabilitata disponibilità economica di cui l’Amministrazione Lombardi può godere: finanziamento pari a 4 milioni di euro appena ottenuto dal Cipe con delibera 87/12, formalizzato dalla Regione Puglia lo scorso 23 novembre; finanziamento che, tuttavia, non basta. La concessione è finalizzata prioritariamente alla rimozione del materiale secco depositato sulle aree di deposito temporanee realizzate nella piattaforma in località Guarini (dove ha, altresì, sede la discarica, nonché un’altra grande area di stoccaggio, “Le Mate”, un impianto di biostabilizzazione e un impianto a Cdr), ma, per il Comune di Cavallino, è insufficiente. Da qui la proposta congiunta al il Comune di Nardò che, nel frattempo, ha manifestato la necessità di accelerare le operazioni di chiusura definitiva e di recupero ambientale della discarica di Castellino.

L'ingresso della discarica Castellino di Nardò (LE)

 La giunta comunale con la firma del sindaco di Nardò, Marcello Risi, impegna il sindaco di Cavallino, Michele Lombardi, a inoltrare al dirigente del servizio Rifiuti della Regione Puglia e per conoscenza al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, una richiesta volta a ottenere un riscontro dagli uffici competenti circa la fattibilità della soluzione individuata e valutare se la previsione di utilizzo del materiale secco, così come pensata, può configurarsi come attività di recupero e dunque esentata dalla ecotassa. Con la delibera si chiede altresì la possibilità di sottoscrivere una convezione con il gestore della discarica di Nardò con cui lo stesso s’impegna allo spandimento e alla sistemazione del materiale, ricevendo per questo come compensi i costi relativi allo svolgimento di tale attività.

Qualche dubbio sull’operazione da attuare esiste, dunque. L’utilizzo del materiale secco, come proposto, pone l’interrogativo per il quale è stato chiesto di disporre di uno studio di fattibilità. Il materiale secco (carta, cartone e plastica) depositato nella discarica Guarini di Cavallino, da trasportare a Castellino, è da ritenersi “inerte”, visto che risale a circa 8 anni fa ed è funzionale al colmamento (o raccordo altimetrico) dei dislivelli topografici che ostacolano e rallentano la ripresa delle operazioni di recupero della discarica neretina. Bisogna far presto. Tra il gestore dell’impianto e le autorità competenti c’è un contenzioso. E il 28 febbraio c’è la conferenza dei servizi convocata dalla Provincia.

 

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