Rifiuti da mangiare

Coriano è un comune in Emilia Romagna, di appena una cinquantina di chilometri quadrati e lontano solamente una decina di chilometri lineari dal suo capoluogo di Provincia che è Rimini. Poco più di 10mila cittadini lo abitano e con loro un “mostro buono”, arrivato in novembre 2014, detto “Il Mangiaplastica”.

Ce l’ha portato l’assessore all’Ambiente Michele Morri e lo ha fatto all’interno del progetto “FareRaccolta”, già avviato da qualche anno, con successo, in quelle zone. Un progetto di marketing non convenzionale, come lo descrivono i suoi promotori, che premia coloro che differenziano il conferimento dei rifiuti con buoni sconto spendibili sul territorio. Una campagna che, agli ultimi dati resi disponibili, parla a livello nazionale di: 1.174.260 pezzi conferiti, per un valore redistribuito di 122.485 mila euro e 6.400 tonnellate di CO2 risparmiata.

Il mostro buono – Ma lo sanno appunto nel loro piccolo anche gli abitanti del Comune di Coriano, grazie al loro Mangiaplastica. Nel particolare, 7.250 pezzi conferiti per un valore redistribuito di 2.150 euro e 100 tonnellate di anidride carbonica in meno. Il Mangiaplastica è un mostro buono, perché funziona così: tu gli porti le tue bottiglie di plastica, lui se le mangia e ti sputa fuori in cambio uno scontrino che vale come buono sconto da utilizzare nelle attività economiche dei dintorni che hanno aderito al progetto. Si tratta in buona sostanza di una macchina compattatrice, che agisce come raccoglitore di differenziata per i rifiuti in materiali di plastica, a cui è legata la possibilità di emissione di ticket sconto.

Tutti contenti – Con questa installazione – che si inserisce all’interno di un percorso maturato dall’amministrazione nel corso dell’ultimo paio di anni e segue quella del contenitore dell’olio alimentare usato e delle case dell’acqua e dei detersivi – tutti gli attori che prendono parte al processo ne traggono un vantaggio. Il cittadino, che ricava un beneficio economico diretto, subito spendibile, dalla sua buona pratica di riciclo. Il commerciante, che aderisce ad un circuito virtuoso che lo fa conoscere ad un più ampio pubblico di futuri e magari fidelizzati clienti e che comunque a sua volta, in virtù di questa adesione, acquisisce la possibilità di una scontistica presso ulteriori attività convenzionate. Ovviamente, la natura e  la collettività nell’insieme, che vedono ridursi le emissioni di anidride carbonica e crescere il rispetto per l’ambiente.

Certo, ragioniamo in termini di convenienza. Come spiegano i promotori di FareRaccolta: “Una società fondata sul denaro, per spingere la maggioranza a fare ‘bene’ deve trovare nel denaro il vantaggio da re-distribuire per aumentare il potere di acquisto delle persone. La moneta di risparmio delle buone azioni.”

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