Rifiuti, Bari: sequestrate materie plastiche

I finanzieri del Gruppo Bari hanno sequestrato, all’interno del porto barese, due camion contenenti rifiuti plastici. L’operazione è stata condotta assieme ai funzionari del locale Servizio Vigilanza Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I rifiuti provenivano dall’Albania ed erano destinati ad un’azienda della provincia di Benevento.

Secondo la documentazione esibita alle autorità, il prodotto era da considerare assimilabile alle cosiddette materie prime secondarie, derivanti dal recupero e dal riciclo delle materie plastiche. Il trattamento di questi materiali è disciplinato dalla normativa internazionale UNIPLAST. Tale normativa contempla una serie di riferimenti di natura tecnica, atti a definire le caratteristiche che devono possedere i prodotti della specie per poter essere riciclati e consentire, quindi, un risparmio di materie prime vergini.

La conformità delle materie prime secondarie deve essere documentata con una perizia rilasciata da un organismo riconosciuto. Inoltre, durante il trasporto, i relativi imballaggi devono riportare la marcatura prevista, nonché l’indicazione del lotto di produzione, della data di produzione, dei dati del produttore ed il richiamo alla norma UNIPLAST applicata.

Nello specifico, i militari hanno constatato che il materiale trasportato era carente dei requisiti previsti e, quindi, assimilabile ad una spedizione transfrontaliera di rifiuti. È stato dunque riconosciuto il reato di traffico illecito di rifiuti, contemplato dall’ art. 259 del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006).

Si è dunque proceduto al sequestro di 42,9 tonnellate di scarto da plastiche e degli autoarticolati impiegati per il trasporto. Denunciato all’Autorità Giudiziaria il rappresentante legale della società italiana destinataria del carico.

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