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Rifiuti: anno nuovo problema vecchio

Iniziare l’istruttoria per la scrittura di una nuova legge regionale sui rifiuti. Questo l’obiettivo di un incontro che il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha tenuto giovedì, insieme con l’assessore Mimmo Santorsola e al capo di gabinetto Claudio Stefanazzi.

«Abbiamo tenuto una riunione – ha spiegato Emiliano – per verificare una situazione abbastanza seria, che riguarda un po’ tutti gli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) della Puglia nella quale abbiamo verificato una difficoltà da parte dei sindaci che sono poi i componenti degli OGA ».

Gli Organi di Gestione di Ambito sono gli organismi che dovrebbero decidere sull’impiantistica necessaria al funzionamento del ciclo dei rifiuti.

«Su queste difficoltà – ha continuato il governatore – stiamo strutturando un disegno di legge che consenta alla Regione Puglia di riprendere la direzione strategica, come d’altra parte avviene in quasi tutte le regioni italiane, del ciclo dei rifiuti. Ciclo che oggi invece è parcellizzato in sei OGA distinte, con tutte le conseguenze e le difficoltà del caso».

Sul problema dei rifiuti si è espresso anche il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, in merito all’ipotesi di realizzazione della discarica di Grottelline a Spinazzola, in provincia di Bari.

«La Regione – ha detto Tarantini – tenga conto dei pareri negativi espressi dalle Amministrazioni locali interessate, considerando la valenza storica, naturalistica, culturale e archeologica dell’area, evitando di fare retromarcia di fronte all’ipotesi di risarcimento danni».

Nella nostra regione il 75% di rifiuti viene interrato e secondo l’ISPRA, la Puglia riceve nei suoi impianti oltre 420mila tonnellate di rifiuti provenienti da altre regioni.

Un’ennesima rimodulazione dell’ecotassa incentiverebbe lo smaltimento dei rifiuti urbani nelle discariche pugliesi ormai al collasso.

«Paradossalmente – chiarisce il presidente di Legambientel’ipotesi di rimodulazione da un lato sarebbe un riconoscimento incomprensibile per tutte quelle Amministrazioni inadempienti, oltre 180, oggi ancora ferme a percentuali che non arrivano al 40% di raccolta differenziata, dall’altro rappresenterebbe una beffa per i Comuni ricicloni, esempi virtuosi in una regione carente di impianti per lo smaltimento dei rifiuti. Legambiente – conclude Tarantini – è contraria a qualunque ipotesi di rimodulazione dell’aliquota di ecotassa poiché l’unico modo per raggiungere gli obiettivi di legge per la raccolta differenziata, riducendo contemporaneamente lo smaltimento dei rifiuti in discarica, è il sistema di premialità/penalità che ha funzionato in molte regioni italiane».

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