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Ricostruire le città di Puglia

All’indomani dell’adozione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, è necessario adoperarsi per la ricostruzione delle città di Puglia perché hanno, ognuna di esse, problemi urbanistici e tali problemi sono essenzialmente legati all’alternativa tra due modi di intendere la città.

La zonizzazione è uno strumento utilizzato in urbanistica consistente nel suddividere il territorio di ciascun comune in aree omogenee (nell’immagine Bari)

“Intendere” la città – Intenderla come un grande sistema coerente e razionale, nel quale domina il concetto di “totalità urbana” equilibrata nelle masse dello zoning (zonizzazione) multicromatico e del dimensionamento statistico proiettato nel futuro, masse tenute tra loro da una rete di infrastrutture fitte da realizzare? O interpretare la città dal punto di vista relativamente autonomo del “quartiere”, nel mosaico dei quartieri che costituiscono la città? Considerare quest’ultimo un settore urbano dalla struttura fisica consolidata, avente quelle forme urbane che hanno il senso di migliorare le condizioni di vita nell’uso immediato e quotidiano della città e, in uno, del mosaico dei quartieri che la compongono?

Appare evidente che il secondo modo di intendere la città non appartiene agli odierni Piani di Fabbricazione (P.d.F.), Piani Regolatori Generali (P.R.G.) o Piani Urbanistici Generali (P.U.G.) del futuro a noi prossimo, per motivi semplici e limpidi ossia, che le circostanze politiche e sociali di alcuni anni fa non permettevano agli uomini che su essi hanno lavorato, di arrivare al fondo della questione urbana perché privi della complessità urbana della odierna città contemporanea.

Brindisi

È il momento del “PUG del futuro” – Oggi invece, con una pubblica amministrazione più democratica, informata e, sopratutto, più informatizzata, che ha già metabolizzato la prima fase storica di studio e gestione dei P.d.F. e dei P.R.G., è arrivato il momento di affrontare i P.U.G. del futuro, intendendo la città come “somma di realtà autonome”, quindi somma di “quartieri” nel mosaico interattivo tra gli stessi, piuttosto che intendere la città come un modello ideale di “totalità urbana” bloccato, un modello obsoleto che porta inevitabilmente verso una utopia urbanistica totalizzante e regressiva. È importante, inoltre, capire che questa nuova esigenza è supportata dalle nuove forme di partecipazione della comunità alla vita urbana e dalle proposte che in alcuni casi nascono, perché si sviluppano dalla partecipazione avviata democraticamente e senza bisogno di forzature demagogiche, che si sviluppano dalle conclusioni dei dibattiti più qualificati sulle questioni di urbanistica e architettura.

Lecce

Tutto ciò dà un senso più forte di soddisfazione alla realizzazione dei nuovi P.U.G., perché si assiste al confluire sulle stesse posizioni delle rivendicazioni popolari, delle proposte scientifiche e professionali, del pensiero filosofico e sociale, delle proposte imprenditoriali.

Per un nuovo pensiero urbanistico –  Quattro punti che, se analizzati coscientemente e compresi sino in fondo, creano i presupposti reali per i nuovi P.U.G. di alto livello, dove possono essere sintetizzati, in uno, l’intuizione, la logica e la razionalità del pensiero urbanistico nonché le necessità umane e sociali, su cui si fondano i presupposti della città contemporanea e l’operatività delle proposte tecnico/scientifiche supportate da soluzioni tecnico/giuridiche finalizzate ad accelerare i processi di “trasformazione urbana” dei “quartieri”, direttamente collegati alla crescita economica tanto attesa.

Bibliografia Essenziale:

Oriol Bohigas, Recontrucciò de Barcelona, Edicions 62 s.a. Barcelona, 1985.

Lucio Zazzara, Ricostruire Barcellona, Etaslibri, 1992.

 

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www.domenicotangaro.it/biografia

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