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Riciclo plastica, premiate due start up italiane per un mare ‘plastic free’

riciclo plastica mare

Riciclo chimico della plastica e barriere nei fiumi  per proteggere gli oceani: questi i progetti premiati dalla IH Fellowship on Ocean Cleanup lanciata da Impact Hub Milano e WWF insieme a Bulgari

Per un mare plastic free è necessario il riciclo della plastica, non la sua eliminazione. Questo in sintesi il pensiero che ha animato la IH Fellowship on Ocean Cleanup, il primo contest mai realizzato in Italia dedicato a progetti d’innovazione curati da startup per diminuire l’impatto dei rifiuti o dell’inquinamento off-shore, costiero e subacqueo delle acque salate.

L’iniziativa è stata organizzata da Impact Hub Milano, l’incubatore d’impresa focalizzato sull’innovazione sociale e ambientale, insieme al WWF con il patrocinio di Bulgari, leader mondiale nell’industria del lusso. La premiazione si è tenuta l’11 dicembre a Roma.

Riciclo plastica, la startup vincitrice

Il vincitore della IH Fellowship, che si aggiudica i 10.000 Euro in palio e un percorso di incubazione in Impact Hub Milano, è Gr3n impresa che ha sviluppato una tecnologia che permette il riciclo chimico di alcune plastiche, permettendo una vita indefinita del materiale. Con la tecnologia di Gr3n, la plastica diventa un materiale a ciclo chiuso, esattamente come il vetro o l’alluminio, e può essere riciclato indefinitamente.

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Gr3n ha le potenzialità per essere una disruptive innovation (capace, cioè, di  innescare un processo per cui, pur essendo un’impresa più piccola e con meno risorse è in grado di sfidare con successo le imprese dominanti un certo settore), andando ad intercettare i 53 milioni di tonnellate che ogni anno finiscono in discariche o inceneritori per impossibilità di riciclo o di riutilizzo.

Riciclo plastica, barriere antiinquinamento nei fiumi

riciclo plastica

53 milioni di tonnellate di plastica ogni anno finiscono in discariche o inceneritori per impossibilità di riciclo o di riutilizzo

Alla startup seconda classificata è stata data la possibilità di accedere a un percorso di incubazione in Impact Hub Milano oltre ad un rimborso spese di 5mila Euro.

Si tratta di SEADS (Sea Defence Solution), giovane impresa che mira a prevenire il problema dell’inquinamento dei mari installando delle barriere nei fiumi che reindirizzano i rifiuti verso un bacino di raccolta dove vengono accumulati, prelevati e mandati verso il riciclo.

Il progetto SEADS può avere risvolti notevoli nella prevenzione dell’inquinamento degli oceani. Si stima infatti che l’80% della plastica presente nei nostri mari provenga da fonti nell’entroterra.

Gr3n e SEADS avranno accesso quindi a breve alla fase cosiddetta Prototype in Impact Hub Milano, che prevede il supporto dell’incubatore durante la costituzione, lo sviluppo e il lancio sul mercato del prodotto/servizio.

 I partner

WWF ha definito i principi per la Sustainable Blue Economy ossia un modello di business a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile che si basa sull’imitazione dei sistemi naturali, di cui il mare è una delle componenti fondamentali.

«La plastica in mare è una vera e propria emergenza globale: secondo gli ultimi dati sono almeno 8 milioni le tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani», spiega Giuseppe Di Carlo – Direttore della Mediterranean Initiative del WWF. «Questo impone a consumatori, aziende, investitori, ricercatori, a trovare soluzioni che riducano al massimo la produzione, l’utilizzo e lo scarto di questo materiale. A fianco di un’educazione al consumo responsabile per ridurre, ad esempio, l’abitudine ai materiali usa e getta e altre iniziative per un Mediterraneo ‘plastic-free’ , il WWF con questa iniziativa ha voluto contribuire al percorso dell’economia circolare e dell’innovazione. Ci auguriamo che i due progetti possano avere successo nel mercato e stimolare altre idee innovative». 

Quanto a Bulgari, suo è il contributo di 15mila euro al contest che ha premiato le startup impegnate sul tema del recupero dei rifiuti dal mare. L’azienda, nell’ambito delle sue strategie di sviluppo sostenibile sta promuovendo il massimo ricorso a pratiche di riuso, riutilizzo e riciclo delle risorse. La recente firma del Manifesto per l’economia circolare è un chiaro impegno in tal senso.

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