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Riciclo costruzioni, è il futuro dell’edilizia

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Riciclare materiali di scarto per le costruzioni è la soluzione migliore per ridurre i rifiuti ed abbattere i costi. Manca solo la spinta della commercializzazione

Anche il mondo delle costruzioni ha un lato green. Da tempo, i ricercatori stanno lavorando per sviluppare un’economia circolare che permetta agli scarti di tornare nel ciclo produttivo in altre forme.

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In piedi, il dott. Andrea Petrella con il Responsabile Tecnico Adriano Boghetich al Microscopio Elettronico a Scansione SEM e Microanalisi EDAX nel laboratorio del DICATECH

In ambito edilizio, ci sono numerosi studi e pubblicazioni che spiegano come riutilizzare gli scarti e trasformarli in materiali per costruzioni fonoassorbenti, isolanti termici, intonaci, pannelli e, in futuro, strutture portanti. Nel settore delle costruzioni, il Politecnico di Bari sta svolgendo una serie di ricerche votate al rispetto dell’ambiente ed al riciclo. Il dott. Andrea Petrella, Ricercatore Confermato di Scienza e Tecnologia dei Materiali del DICATECH, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica, insieme ai colleghi del settore ING/IND 22, il prof. Michele Notarnicola Prof. Associato, la prof.ssa Rosa Di Mundo, Ricercatrice, ed il prof. Sabino De Gisi, Ricercatore, sta conducendo alcuni studi sui materiali di scarto e sulle loro caratteristiche per utilizzarli nelle costruzioni.

La ricerca nel mondo delle costruzioni a Bari

costruzioni materiali di scarto politecnico bari«Sto cercando di riutilizzare materiali di scarto per realizzare manufatti cementizi alleggeriti – spiega Petrella – Partendo dal manufatto di base che è composto da cemento, acqua ed aggregati, si realizza la malta, cemento acqua e sabbia. Aggiungendo ghiaia e pietrisco, si realizza il calcestruzzo. Questi aggregati vengono aggiunti al cemento ed all’acqua in parziale o totale sostituzione dell’aggregato tradizionale. Così, la densità diminuisce ed il nuovo manufatto diventa più leggero».

In questo modo, evidentemente si unisce l’utilità di riutilizzare un rifiuto con l’opportunità di ottenere un manufatto leggero da usare come isolante termico o isolante acustico assorbente.

«Si parte – continua Petrella – dal concetto di economia circolare: ovvero, si ha uno scarto che non è necessariamente da conferire in discarica ma deve essere una risorsa, una materia prima seconda. Così si riutilizza per realizzare dei compositi, dei conglomerati cementizi leggeri. L’inquinamento, il consumo dei materiali, le situazioni drammatiche delle discariche piene spingono, anzi obbligano, verso il riciclo».

Finanziamenti e ricerca: vanno d’accordo?

Come si sostiene la ricerca?

«Diciamo che c’è l’economia circolare e l’economia fantasiosa. I finanziamenti che arrivano sono pochissimi. Si utilizzano fondi di ateneo ed i progetti a cui partecipiamo sono fondamentalmente regionali e della comunità europea. Tempo fa, abbiamo realizzato e brevettato il calcestruzzo con il polistirolo espanso. Bisogna centellinare i soldi a disposizione. Con la dott.ssa Pinalysa Cosma stiamo realizzando una ricerca sulla sansa che riusciamo ad ottenere gratis in gran quantità. Stiamo conducendo ricerche sull’assorbimento dei metalli pesanti. La sansa, dopo averla utilizzata per assorbire metalli la inertizzo, inserendola nel cemento. Pur avendo resistenze meccaniche molto basse, l’isolamento termico è incredibile, siamo al 93% di conduzione termica».

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Il divario tra ricerca e commercializzazione

Queste ricerche stanno già avendo un risvolto pratico ed economico?

«Al momento no. Tranne quella del polistirolo espanso. Ma si possono fare tante cose. Con le pubblicazioni scientifiche tu dimostri quello che si può fare. La gomma dei pneumatici è già utilizzata per realizzare campetti in erba sintetica. C’è sempre un mercato che deve chiedere ed il mercato ovviamente dice che i materiali tradizionali con cui si costruisce sono quelli».

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Manca quindi l’imprenditore di turno che investe nei nuovi materiali, ma secondo lei tra quanto tempo potrebbero cambiare le cose?

«Dipende dagli sconvolgimenti geopolitici che ci saranno. Se a livello globale si vuole abbassare la produzione di rifiuti, gas serra, etc. e si decide di seguire queste ricerche, allora si passerà all’utilizzo di materiali di scarto in breve tempo. Altrimenti, rimarranno sempre materiali di nicchia. Si cerca sempre di andare su materiali più performanti, ampiamente collaudati, perché le prestazioni sono abbondantemente note ed i tempi di realizzazione sono molto veloci, in linea con l’attuale economia globale».

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