Riciclare e conservare, è il tesoro nascosto degli italiani

una ricerca di Wallapop mostra cosa hanno in casa, come recuperarli e come donarli a nuova vita

 

Vecchi cimeli, oggetti comprati o regali mai utilizzati, oggetti di qualunque forma o funzione vengono dimenticati nelle case degli italiani. Sicuramente, il legame emotivo verso questi oggetti è una delle ragioni principali per cui si tende ad accumularli in casa.

Questo lo dimostra anche la ricerca condotta da We Are Social per Wallapop secondo la quale, il 54% dei rispondenti afferma proprio quanto detto in precedenza: la componente emotiva è un fattore chiave specialmente per la GenerazioneZ, infatti ben il 62% delle persone di età compresa tra i 16 e i 22 anni sostiene questo. Inoltre, è emerso che, in media, gli Italiani accumulano da 6 a 15 oggetti che non usano e il valore complessivo “nascosto” nelle loro case si aggira intorno a ben €1.247.

Wallapop, piattaforma leader nella compravendita di prodotti second hand, che promuove un modello di consumo responsabile e sostenibile, aiuta a fare spazio nelle proprie case, non gettando però via gli oggetti, ma dando loro una seconda vita nelle mani di qualcun altro promuovendo, allo stesso tempo, un approccio positivo all’economia circolare e uno stile di vita più sostenibile.

Per analizzare quale sia il valore effettivo degli oggetti che rimangono “abbandonati” nelle case degli italiani, e che venduti sull’applicazione, potrebbero diventare fonte di guadagno, Wallapop ha creato la campagna social “Home Treasure Hunt, dove Guglielmo Scilla, conduttore d’eccezione, entrerà in alcune abitazioni, per aiutare i proprietari a liberarsi di tutto quello che è superfluo e guadagnare qualche extra money.

Ma quali sono le differenze che si ritrovano fra i comportamenti attuati da uomini e donne nella compravendita di oggetti second hand?

Le piattaforme di compravendita di oggetti second-hand, come Wallapop, vengono ampiamente considerate come una buona fonte di reddito sia per il 93% delle donne che per l’85% degli uomini. Dalla ricerca emerge che questi ultimi sono più inclini a liberarsi degli oggetti, per acquistarne altri, purché siano sempre rigorosamente pre-loved!

Per quanto riguarda le categorie di prodotti da vendere, si nota che le donne intervistate dispongono di articoli più legati alla moda e agli accessori, oltre che ai libri. Mentre gli uomini si liberano maggiormente di oggetti tecnologici, soprattutto videogiochi e telefoni. Ma quando si tratta di acquistare beni second hand, la tendenza è condivisa.

Un altro fattore importante è che il mercato del “second hand” è sempre più vicino al concetto di sostenibilità intelligente molto apprezzato dalla GenZ. Infatti, soprattutto tra i 16 e i 22 anni, la vendita dell’usato viene considerata come una fonte di guadagno e ben il 67% dei rispondenti alla ricerca, afferma di conservare il denaro ricavato dalla vendita. Mentre, i Millennials preferiscono acquistare un secondo prodotto su una piattaforma second hand, grazie al denaro guadagnato dalla vendita.

Qualsiasi sia la motivazione che spinge i giovani ad acquistare e vendere oggetti usati, il second hand è sempre la scelta giusta, per noi stessi e per il Pianeta.

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