Input your search keywords and press Enter.

Ricerca petrolifera: no entro 12 miglia

Il ministero dello Sviluppo economico, questa mattina, ha rigettate tutte le domande di ricerca petrolifera entro le 12 miglia. I provvedimenti, che riguardano ventisette istanze tra cui Ombrina mare, entrano, quindi, in vigore ai sensi del comma 239, articolo 1, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016).

Nove le istanze di ricerca petrolifera rigettate, che ricadono interamente entro le 12 miglia sono, diciotto quelle rigettate per la parte interferente, che ricadono parzialmente entro le 12 miglia.

L’estratto dei ventisette provvedimenti di rigetto, parziale o totale, di istanze di permesso di prospezione, di permesso di ricerca e di concessione di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi ricadenti nelle aree precluse a nuove attività, sono stati pubblicati sull’ultimo Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse (fonte ministero dello Sviluppo economico).

Staino-trivelle 2016Secondo il recente report Medtrends (Mediterranean Marine Initiative), appena realizzato dal WWF, oltre il 20% del Mediterraneo è dato in concessione per l’industria petrolifera e del gas e la produzione di gas offshore, entro il 2030, sarà quintuplicata, soprattutto nell’area orientale del bacino. Per l’Italia sono previste quaranta istanze di permesso di ricerca e nove istanze di coltivazione e le zone più interessate sono il medio e basso Adriatico, il Canale di Sicilia e la Sardegna occidentale.

Quella di oggi, annuncia il WWF, è una vittoria della mobilitazione, guidata dalle Associazioni ambientaliste. La questione referendum ha portato il governo a introdurre il divieto di trivellazione entro le 12 miglia dalla costa. E, probabilmente, a maturare la decisione annunciata oggi.

«Non possiamo che accogliere positivamente la notizia – ha detto la presidente del WWF, Donatella Bianchi -. Ombrina mare sarebbe stato uno scempio proprio mentre si fanno finalmente i passi necessari per la costituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Ora non dimentichiamo gli altri fronti aperti, dal canale di Sicilia alle Isole Tremiti: come WWF chiediamo il rigetto immediato e definitivo di tutti i procedimenti ancora pendenti nell’area di interdizione delle 12 miglia dalla costa e una moratoria delle attività di trivellazione a mare e a terra, sino a quando non sarà definito un Piano energetico nazionale volto all’abbandono delle fonti fossili, alla protezione del clima e rispettoso dei territori e dei mari italiani».

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *