Ricerca e formazione a braccetto con occupazione al Politecnico di Bari

Ricerca scientifica applicata, coinvolgimento delle aziende nella progettazione dei corsi di studio, grande impegno nelle nuove frontiere dell’aerospazio, delle energie alternative e della mobilità sostenibile.

 

 

Rettore Poliba Francesco Cupertino
Il Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, prof. Francesco Cupertino

I corsi di laurea e di dottorato del Politecnico di Bari sono stati presentati, nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno accademico 2022 – 2023, dal Rettore del Poliba, prof. Francesco Cupertino.

Lo abbiamo intervistato.

Nella presentazione dell’offerta formativa dell’anno accademico 2022/2023 si è parlato di un continuo dialogo con il territorio e le sue esigenze. In che maniera si concretizza questa vocazione pugliese?

Il rapporto di collaborazione con le imprese è sempre più stretto. Coinvolgiamo le aziende fin dalla progettazione dei corsi di studio, per tenerci aggiornati sulle necessità del mercato del lavoro e garantire opportunità ai nostri laureati. Insieme, facciamo orientamento, sempre più precoce, ai ragazzi delle scuole superiori, per aiutarli a fare emergere i loro talenti e a fare scelte consapevoli per gli studi universitari. Le attività sono sempre più esperienziali e coinvolgenti, grazie all’esperienza delle imprese e questo ci consente di selezionare studenti più motivati. E poi c’è la ricerca scientifica applicata. Nel 2010 il Politecnico di Bari ha avviato una nuova fase nei rapporti con le imprese, con il primo laboratorio pubblico-privato e oggi ne abbiamo sedici, che gestiamo insieme con grandi aziende in settori altamente innovativi, come l’aerospazio, le energie alternative, la sensoristica di precisione. Ora ci stiamo rivolgendo alle piccole e medie imprese, infatti abbiamo avviato l’incubatore di startup, insieme con Confindustria e Ance, l’associazione dei costruttori edili, di Bari e Barletta-Andria-Trani.

 

Lo sbocco occupazionale è strettamente collegato al percorso di studio. Parliamo dei principali corsi che offre il Politecnico di Bari e degli sbocchi occupazionali a cui conducono.

Abbiamo corsi di studio nelle tre aree dell’ingegneria, dell’architettura e del disegno industriale. Ci sono innanzitutto i corsi più tradizionali, ma in continuo aggiornamento, nell’area dell’ingegneria civile, gestionale, meccanica, elettrica e dell’informazione. Abbiamo “Ingegneria dei sistemi medicali” e, a Taranto, “Ingegneria dei sistemi aerospaziali”. Abbiamo, per il post laurea, il master in data science, in collaborazione con l’Università di Bari sui temi del momento, come i big data e l’intelligenza artificiale. Abbiamo percorsi eccellenza e dottorati di ricerca che spaziano dalla Industria 4.0 alla conservazione e valorizzazione del territorio. I nostri laureati trovano facilmente lavoro in tutti i settori, sia in Italia sia all’estero, ma le richieste ormai superano la disponibilità di laureati. Ora abbiamo una grande necessità di laureare più giovani in ambito digitale.  Dall’ultimo rapporto di Almalaurea, il più importante consorzio tra atenei in Italia, risulta che il Politecnico di Bari ha il più alto livello di occupazione (96.5%) dei laureati magistrali, a cinque anni dalla laurea. Questo vuol dire che la nostra formazione è molto solida e in linea con il mercato del lavoro.

 Il Politecnico di Bari è un polo d’eccellenza, quali sono i suoi punti di forza?

Uno è senz’altro l’eccellenza della didattica, che ci ha consentito di raggiungere questi livelli di occupazione dei laureati. Un altro punto di forza è il rapporto sinergico con le imprese, che ci consente di orientare la ricerca scientifica alle esigenze di sviluppo del territorio e del Paese. Secondo la classifica internazionale World University 2023, il Politecnico di Bari è la prima università in Italia per il numero di citazioni per ricercatore. E circa il 48% delle pubblicazioni scientifiche sono prodotte insieme con partner internazionali. Soprattutto, il Politecnico ha sempre svolto la sua attività a stretto contatto con il territorio, sostenendolo con la ricerca e la formazione, nelle sue dinamiche di crescita. Lo abbiamo fatto nei settori e nei distretti più importanti, dal manifatturiero all’automotive e continuiamo a farlo adesso, che adesso vanno incontro ad un nuovo processo di trasformazione, con la transizione ecologica e digitale. Con lo stesso spirito, oggi siamo fortemente impegnati nei nuovi settori dell’aerospazio, delle energie alternative e della mobilità sostenibile. Con un occhio sempre aperto ad ulteriori cambiamenti, che dobbiamo sapere governare e, se possibile, anticipare.

 I progetti

Tra i corsi di laurea quali sono le novità di quest’anno e a cosa sta lavorando il Politecnico come progetti futuri?

 Abbiamo attivato nuovi corsi di laurea magistrale in Ingegneria della gestione delle Infrastrutture civili; in Ingegneria energetica e in Trasformazione digitale. Quest’ultimo, in particolare, è aperto anche a studenti che non provengono da ambiti scientifico-tecnologico e che vogliono acquisire nuove competenze nella gestione dei dati. Questa sarà una chiave per trovare collocazione nel mondo del lavoro. Inoltre, abbiamo rinnovato il corso di laurea triennale in ingegneria elettronica e delle tecnologie internet sia nei contenuti, più orientati alle ultime tecnologie, sia nella didattica, con più attività di laboratorio. Abbiamo rinnovato anche il post lauream, con un nuovo dottorato di ricerca sui temi della sicurezza in ambito civile e industriale, in collaborazione con l’Università del Salento e un dottorato nazionale sul tema dei sistemi autonomi. Per il futuro, vogliamo crescere e diventare ancora più attrattivi. Possiamo e dobbiamo diventare un punto di riferimento per l’area del Mediterraneo. La Puglia è in rampa di lancio, in tutti i settori-chiave per lo sviluppo sostenibile dei prossimi anni e il Politecnico sarà un fattore di attrattività con la sua ricerca e la capacità di fare innovazione tecnologica.

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