Ricerca di idrocarburi in Irpinia, Puglia ne coordina l’opposizione

Il ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente rilasciato un permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in un’area che interessa 46 comuni delle Province di Avellino e Benevento. L’assessore regionale pugliese alle Opere Pubbliche e Protezione Civile Fabiano Amati ha convocato un tavolo tecnico composto dai rappresentanti dei comuni interessati: i territori su cui dovrebbero avvenire le ispezioni sono di competenza dell’Autorità di bacino della Puglia e formano il bacino di alimentazione idrogeologica di Caposele, Cassano Irpino e Montella.

«L’incontro tecnico – spiega Amati – è stato utile per capire lo stato del procedimento amministrativo ed ottenere dai partecipanti tutte le informazioni in possesso, per meglio organizzare il dissenso comune sulle operazioni di ricerca di idrocarburi in Irpinia: è nostro interesse tutelare le sorgenti dalle quali preleviamo gran parte delle risorse idriche. A questo si aggiunga, naturalmente, la circostanza che la terra irpina ha una classificazione di rischio sismico molto alto. Una qualsiasi violazione dell’equilibrio naturale deve essere valutata anche in base ai criteri dell’esposizione al rischio e della massima precauzione».

Il sindaco del comune di Montella (AV) è stato incaricato di raccogliere copia, entro una settimana, di tutti i pareri geologici espressi sino a questo momento, della pratica edilizia incardinata presso il Comune di Gesualdo (per il primo pozzo Gesualdo 1) e dello studio di Valutazione di Impatto Ambientale, il cui procedimento è stato incardinato nel dicembre scorso presso l’assessorato all’Ambiente della Regione Campania.

Non appena sarà stata approfondita tutta la documentazione prodotta, entro venti giorni sarà riconvocato il tavolo tecnico per definire con maggiore puntualità le comuni iniziative amministrative.

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