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Riano: lottizzazione abusiva deturpa l’ambiente, comincia il processo

Le villette del borgo di Riano

Centodiciassette immobilicostruiti illegalmente su 16 lottizzazioni, per una superficie pari a 131 ettari, sotto sequestro dal dicembre 2008; ben quattrocento adulti, anziani, bambini e invalidi inclusi, cui fu notificato l’atto di sequestro e relativo provvedimento di sgombero immediato, causa “aggravio urbanistico” e fatti abbandonare il loro tetto alle prime luci del giorno; settantasei differenti notai; decine di banche erogatrici di mutuo, i cui periti non sono stati in grado di individuare e intuire quello che l’allora PM di Tivoli, Luca Ramacci, avrebbe poi identificato in quattro anni di indagini, dal 2004 al 2008: una “lottizzazione abusiva” nell’area del sequestro classificata come “zona agricola”, dove sarebbe stata consentita l’edificazione strettamente correlata all’attività e allo sviluppo delle imprese agricole.

L'arrivo degli agenti del Corpo Forestale dello Stato a Riano

È quanto riportano le cronache dell’epoca, in merito a un’operazione condotta dal Corpo Forestale del Lazio la mattina del 10 dicembre del 2008. Per i centonovantasette indagati il 2012 si apre con il processo, il 5 gennaio, per “abuso edilizio”, nell’aula del Tribunale distaccato di Tivoli a Castelnuovo di Porto (RM). Per il caso delle villette sequestrate a Riano, in tribunale sono stati convocati i costruttori, i responsabili delle ditte, i direttori dei lavori, un impiegato dell’ufficio tecnico del comune di Riano che avrebbe firmato le licenze edilizie, che hanno di fatto dato il via libera alle costruzioni,  «per avere nelle rispettive qualità personali, proceduto alla lottizzazione abusiva di area ubicata in Comune di Riano, mediante realizzazione di complesso immobiliare suddiviso in borghetti o atelier», spiega l’avvocato Alessandro Di Matteo difensore di parte civile di EARTH, associazione per la tutela giuridica della natura e dei diritti animali, formata da un gruppo di professionisti di vari settori che hanno deciso di mettere le proprie conoscenze e competenze al servizio dell’ambiente e della tutela degli animali.

I proprietari, molti dei quali stanno ancora pagando il mutuo, affermano di aver acquistato le villette con regolari rogiti notarili e di averle accatastate senza che nessuno contestasse la regolarità degli immobili.

Gli agenti della Forestale all'interno del complesso edilizio di Riano

«Sono dolente per quanti si trovano a pagare un mutuo per un immobile abusivo – dichiara Valentina Coppola presidente di EARTH – ma è necessario contrastare con forza il malcostume dell’abusivismo che in Italia, anche grazie alla logica dei condoni periodici, erode ogni giorno pezzi di territorio e di verde comune, per questo EARTH ha deciso di costituirsi in giudizio al fine di dare il giusto peso a un reato che troppo spesso resta impunito»

Le villette, insistono i proprietari, “sono state costruite, vendute e comprate alla luce del sole a partire dal 2002 fino al 2008 senza che la Regione Lazio (competente per la repressione di illeciti urbanistici) abbia trovato nulla di illecito e/o di irregolare”, anzi,  “stava decidendo se adibire la nostra zona definita da alcuni giornali elegante a nuova discarica di Roma. Decisione, com’è noto, tristemente assunta lo scorso ottobre”.

I proprietari si sono quindi rivolti alla Corte Europea di Strasburgo, “perché lo Stato Italiano  – in tutte le sue articolazioni: notai che hanno rogitato, il Comune di Riano che ha rilasciato le licenze, la Regione Lazio che non è intervenuta, la Procura di Tivoli per i suoi ritardi, dicono – risponda per le violazioni dei Diritti fondamentali dell’Uomo subite da noi acquirenti che siamo le vere ed uniche vittime dell’intera vicenda”.

L’udienza dibattimentale avrà luogo il 17 Aprile prossimo.

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