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Restart, ripartiamo dal futuro

In passato: una fabbrica. Nel presente: un ecomostro. In futuro: una nuova città nella città, salubre, funzionale, sicura e accessibile. Per dar vita alla più importante opera di bonifica privata mai realizzata nelle Marche, il Protocollo d’intesa per la riconversione dell’area e degli stabilimenti della Sgl Carbon – che ha visto protagonista la Regione al fianco di Provincia, Comune, Sindacati confederali e Confindustria unitamente alla società proprietaria Restart – è stato firmato in maggio. Su questo puntano la Regione Marche, e la città di Ascoli Piceno in particolare, come fattore strategico per il rilancio produttivo e occupazionale della Valle del Tronto, area in crisi insieme a Fabriano e Val Vibrata dove sono auspicati Fondi Fas ed Accordi di programma per promuovere la crescita.

Una vecchia immagine della Sgl Carbon ad Ascoli Piceno

Ma si parla anche di presenza di amianto, rifiuti illegali e sostanze inquinanti. Così Arpam (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e Autorità di bacino, enti strumentali della Regione, parteciperanno alla Conferenza di servizi per l’approvazione del progetto, effettuare i monitoraggi, la verifica delle operazioni di bonifica, la messa in sicurezza. Mentre si cercherà al contempo di promuovere l’acquisizione dei fondi nazionali destinati al recupero dei siti industriali inquinati e di attivare la procedura per il riconoscimento del Piceno come area in situazione di crisi industriale complessa, rilanciando il protocollo per le Valli del Tronto e Vibrata siglato con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Entro un anno la definizione delle linee-guida del progetto e la definizione di un quadro urbanistico certo di riferimento; nei tre anni l’avvio operativo; all’incirca nell’arco temporale dei sette il consolidamento delle attività e il completamento di bonifica e progetto. Si punta a garantire alle nuove generazioni delle rinnovate opportunità lavorative, abitative, di aggregazione e di socializzazione. Grazie al social housing, al Polo Tecnologico e Culturale per incentivare start up aziendali e la creazione di un polo di attrazione per una zonizzazione prevista dagli Enti di 250mila mq. Il progetto mira ad essere un’importante “cerniera” tra il centro storico e la parte della città di più recente costruzione, integrandosi con la nuova metropolitana di superficie tra Ascoli e San Benedetto del Tronto, le infrastrutture per la “mobilità dolce” (percorsi ciclopedonali) per collegare i quartieri circostanti separati dal corso fluviale, le piattaforme di scambio organizzate per l’accesso al centro storico da parte dei mezzi commerciali e di servizio, la città cablata e la connettività immateriale. Nel complesso, dunque, 270mila mq tra verde, residenziale-commerciale e polo tecnologico.

Ad Ascoli Piceno tutto questo ha appena preso il via, grazie all’intervento di 40 imprenditori del territorio e istituzioni storiche come la Fondazione Carisap, uniti insieme nel progetto Ascoli21 per riqualificare la città. Per la collettività. Con la collettività.

Il pubblico durante la presentazione di Ascoli21 a Remtech Expo 2011, il 29 settembre 2011

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