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Residence di circa 50 milioni di euro sequestrato dalla Guardia di Finanza

Un residence del valore di circa 50 milioni di euro, è stata posto sotto sequestro questa mattina dai militari della Guardia di Finanza della compagnia di Gallipoli, su ordine della Procura di Lecce. La struttura turistica è stata edificata “in assenza di validi titoli autorizzatori e abilitativi ambientali”, abusivamente quindi, nei pressi della località ”Serricelle” nel comune di Porto Cesareo, all’interno di un’area protetta che comprende la Palude del Conte Duna e le riserve marine di Punta Prosciutto.

Oltre al sequestro preventivo per reati ambientali della struttura, disposto con decreto del gip Cinzia Vergine, le Fiamme gialle hanno denunciato a piede 129 persone con l’accusa di lottizzazione abusiva. Tra gli indagati, l’ex sindaco e i responsabili dell’Ufficio Tecnico del Comune di Porto Cesareo oltre che progettisti e direttori dei lavori. Infatti, il consiglio comunale di Porto Cesareo, si legge nel comunicato, prima dell’inizio dei lavori aveva approvato una variante urbanistica al Piano Regolatore Generale e attribuito ai terreni in precedenza destinati a uso agricolo, specifica destinazione turistico-alberghiera. La suddetta variante urbanistica, illegittima, “è stata approvata senza tener conto delle prescrizioni di non alterazione del paesaggio regionale esistente, previste dal Piano Urbanistico Territoriale Tematico”.

Tra le persone denunciate ci sono anche 120 proprietari di appartamenti del villaggio turistico di proprietà di una società di capitali denominata ”F.G.C.I. S.R.L..

“Viva soddisfazione per il sequestro effettuato dalla Guardia di Finanza della imponente e lussuosa struttura turistica alberghiera “Punta Grossa” a Porto Cesareo” è stata espressa da Maurizio Manna, neo direttore di Legambiente Puglia; Nel Salento, nonostante la fiacca del mercato immobiliare – continua Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia – “il business delle ville e delle seconde case al mare non subisce flessioni e questo significa che bisogna mantenere alta l’attenzione sul fronte del ciclo illegale del cemento”.

 

 

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