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Renzi, vantarsi di imporre e non parlare alla gente. È questa la barzelletta europea

Matteo Renzi

Quando apparve sulla scena politica si viveva un disagio nella sinistra e nel PD, schiacciata dalla vecchia nomenklatura comunista che aveva in mano il partito e che non discuteva, bensì imponeva. Se partecipazione esisteva, era per ammettere che ogni decisione assunta da un’oligarchia era frutto dell’apparente democrazia dell’imposizione. Ecco perché il renzismo ha potuto germogliare e poi vincere. Era l’arma della gente che voleva sperare in un futuro, privo di entità politiche che avevano rovinato il Paese e perciò da rottamare.

Oggi, però, leggendo la notizia del merito che Renzi si attribuisce sulla TAP e le sue parole «Aver portato il gasdotto Tap in Italia è uno dei risultati più rilevanti del mio governo», mi viene da sorridere e nel contempo mi torna la speranza in un Paese diverso, quello che crede nel futuro vero, del dialogo costruttivo. Su TAP tanti hanno sbagliato, molto, ma l’epilogo è frutto di un decisionismo che ha ignorato le giuste richieste della gente.

Occorre conoscere prima di parlare, e la conoscenza è frutto dei buoni consigli di qualcuno: forse Renzi ha bisogno di suggerimenti da persone fidate, ma che conoscono i fatti per come si sono svolti e che conoscono le normative che non sono in nessun modo violabili.

Non posso non ricordare allora, a Renzi, che non c’è nessuna barzelletta europea. Non è vero che «il tubo arrivava ma non si sapeva dover portarlo» ma è vero che qualcuno aveva deciso di arrivare con un tubo lì, sapendo dove portarlo, ma non accordandosi prima con il territorio. Cosa avrebbe fatto lui, da sindaco di Firenze (ponte verso Palazzo Chigi), se qualcuno avesse portato un tubo alle porte della sua città dicendogli, poi, che sarebbe dovuto passare da Santa Maria Novella? Avrebbe svenduto ad altri il potere che il popolo gli aveva dato?

Si trattava di discutere dove oltrepassare l’Adriatico pugliese, dove ruotare il timone di quella barca per attraccare in Puglia. Chi propone ha varie alternative da suggerire, ed ha proposto soluzioni che andavano discusse. Le vere  – e possibili – soluzioni alternative le trova “il pubblico”, non TAP. Erano altre le soluzioni alternative su cui discutere; prima di decidere, giustamente, il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto chiedersi se tutte le strade fossero state percorse, quindi sostituirsi non per imporre, bensì per ripristinare quel meccanismo di scelta che non c’era stato. A Brindisi la TAP non è arrivata perché contrastava con le strategie urbanistiche della città (cosa giusta), in Salento sì, e in nome di quelle stesse strategie che altrove sono state determinanti per impedirne l’approdo. Qualcosa non va!

Forse non tutti sanno che il progetto TAP prevede che il tubo arrivi a San Foca senza dire come si collega poi con il terminale della rete nazionale di Mesagne (mancano 60 km da San Foca a Mesagne): questo costringerà Renzi a dire, fra qualche tempo, che “il tubo arrivava a San Foca ma non si sapeva dover portarlo”. Questo Renzi lo sa? I suoi consiglieri glielo hanno detto? Se hanno il coraggio dicano che non è vero! Da Renzi volevamo giustizia, ma non imposizione di soluzioni dittatoriali e, peggio, barzellette italiane!

La Puglia ha bisogno di TAP per lanciare attraverso questo tubo una proposta ulteriore di ricostruzione del territorio

Ma Renzi lo sa che il Comitato VIA nazionale ha scritto, approvando TAP a San Foca, che dovranno essere approfonditi gli studi per la realizzazione del micro tunnel della condotta e delle opere connesse in corrispondenza dell’approdo? E che “qualora dagli studi (…) si dovesse rilevare l’impossibilità tecnica-ambientale di realizzazione del micro tunnel, qualunque soluzione alternativa dovrà essere sottoposta preventivamente a Verifica di Assoggettabilità a VIA(…)”. E se la soluzione non sarà idonea si dovranno proporre nuove soluzioni su cui fare partire una nuova procedura di verifica di assoggettabilità a VIA? Ma Renzi lo sa che questo non è possibile, che significa tornare indietro? Lo sa che non si può chiudere così una procedura di VIA perché in contrasto con la normativa e con la cultura scientifica che la VIA ha prodotto? Ma lo sanno i suoi consiglieri che hanno consigliato male il proprio Presidente, quel Renzi che ridare autorevolezza all’Italia nel contesto europeo? Ma soprattutto, Renzi lo sa che questa è una barzelletta tutta italiana?

Non ho mai visto una procedura di VIA che adotta un provvedimento in cui è evidente la presenza di incertezze tali da determinare fasi successive e variazioni al progetto. Non c’è alcun’altra barzelletta europea di tale portata!

Caro Renzi, leader che ho votato alle primarie vinte da Bersani, il tubo non si doveva spezzare a San Foca, come il tubo non si doveva spezzare oltre mare. Il tubo si deve sapere prima dove passarlo, perché non si può poi scoprire che il tunnel sottomarino non si può fare per i gravi rischi idrogeologici che nessuno si è voluto assumere rimandando a dopo. Mi fermo ma tanto potrei ancora dire sul piano tecnico; mi fermo perché il problema è politico, non tecnico.

Caro Renzi, la Puglia ha bisogno di TAP per lanciare attraverso questo tubo una proposta ulteriore di ricostruzione del territorio; attorno a TAP occorre costruire un progetto industriale, parlare di approdo su territori da ricostruire e risanare perché degradati. Attorno a TAP occorreva parlare non di compensazioni ambientali bensì di opportunità di utilizzazione delle aree industriali brindisine prima distrutte e poi abbandonate, occorreva parlare di corridoio energetico in cui confluiscono i temi dell’energia elettrica, eolica, fotovoltaica. TAP doveva riportare la discussione su un corridoio che unisce Adriatico e Ionio, Brindisi e Taranto, per poi collegarsi alla rete nazionale delle idee e del riscatto del nostro paese.

Per questo avevamo scommesso con te, caro Renzi, non per sostituire un potere decisionale di sinistra o di destra con un altro potere. Volevamo dialogare e lo vogliamo ancora. Non per noi ma per il nostro Paese, per fare sì che la barzelletta europea o italiana diventi invece l’inventiva italiana che sogna un mondo diverso. In questo, caro Renzi, voi giovani siete strategici, specie se saprete abbandonare l’arroganza che vi allontana anche dal sentire chi è ancora giovane nelle idee e nelle speranze.

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One Comment

  • Marie Claire MAssimo ha detto:

    Perché non Lo Coinvolgete nuovamente Matteo Renzi ? Forse veramente non è al corrente di come stanno veramente le cose sulla TAP E su VIA; NON MI PARE SIA UNA PERSONA IRRESPONSABILE , APRITE NUOVAMENTE IL DIALOGO CON LUI SONO CERTA CHE SARA’ DISPONIBILE A FAR SI CHE diventi invece l’inventiva italiana che sogna un mondo diverso. Ricontattatelo e chiedetegli un incontro, sono sicura che ve lo darà. GRAZIE PER QUANTO FATE PER L’AMBIENTE. Caramente Marie Claire MASSIMO

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