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Reggio Emilia e Bari, smart cities “Made in Italy”

Copenhagen, un signore inforca una bicicletta con recupero di energia

Il signore che inforca baldanzoso la bici che vedete nella foto ha tutte le ragioni per essere contento. La sua infatti è una Copenhagen weel, una bici che monta una particolare ruota munita di batteria elettrica che cattura energia in frenata e la restituisce durante la corsa. In più dei sensori ambientali permettono di ricevere informazioni su traffico, percorsi e inquinamento. A realizzarla un ingegnere torinese quarantenne, Carlo Ratti. E Ratti è la guest star di un convegno appena concluso a Reggio Emilia, “Mobilità sostenibile. Il futuro delle città europee di medie dimensioni”, atto finale del progetto europeo MMOVE (Mobility Management over Europe). In campo le esperienze di 11 città di 8 Paesi europei (per l’Italia Reggio Emilia e alcuni comuni delle Marche, insieme ad alcuni centri in Germania, Spagna, Svezia, Grecia, Regno Unito, Bulgaria e Romania.

Carlo Ratti

Ad accomunare queste città anzitutto le dimensioni – medio-piccole – ma soprattutto lo studio di buone pratiche nel campo della mobilità sostenibile: i 39 progetti elaborati riguardano il trasporto pubblico urbano, le auto elettriche, la mobilità ciclistica,compresi i bicibus o pedibus per accompagnare a scuola i bambini, insomma sono nati per creare le condizioni per ottenere collegamenti veloci e non inquinanti nel centro cittadino e con la periferia. Il progetto, budget di 1,9 milioni di euro, è stato cofinanziato dal programma Interreg Ivc e non resterà chiuso nelle città che lo hanno sperimentato, tanto che le altre città potranno avvantaggiarsene “studiando” le buone pratiche sul sito www.mmove.eu. 

A parlare a Reggio Emilia di questa esperienza che proietta in un futuro capace di regolare i flussi di traffico e monitorare le condizioni ambientali con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento sono stati Carlo Ratti, il guru delle Smart Cities, direttore al Massachusetts Institute of Technology del Mit Senseable City Lab, Lab (centro di ricerca di Boston dove si stanno disegnando le città del futuro) e Karl-Heinz Posch, uno degli “architetti della mobilità europea” coordinatore di Epomm, rete dei Paesi europei che vogliono migliorare il sistema dei collegamenti e trasporti.

Un modernissimo tram elettrico a Barcellona

Certo sarebbe bello che uno dei due si affacciasse oggi a Palazzo di Città a Bari, dove oggi si firma l’atto costitutivo dell’associazione “Bari Smart City”. Sarà un’associazione che raccoglierà enti, istituzioni, imprese e tutti gli stakeholders interessati, per sostenere e promuovere la trasformazione di Bari in “città intelligente”. Firmatari, oltre al Comune, il Politecnico, l’Università, Camera di commercio e Confindustria, Enel, Amgas, Amtab e Amiu, Autorità portuale del Levante e Aeroporti di Puglia. Insomma Bari, che tra l’altro aderisce a “Smart Cities and Communities”,un’iniziativa dell’UE, si sta proiettando in una vision dinamica e attenta all’uso di tecnologie all’avanguardia. E, se non bastasse, il 24 novembre un convegno rivolto agli enti locali e alle aziende di servizi farà il punto sugli interventi da attuare per il risparmio energetico e la riduzione di gas serra e per fornire servizi più efficienti alla cittadinanza. Bari vuole essere una smart city, una città intelligente: mettiamocela tutta.

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