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Referendum trivelle, a chi piace l’election day?

« Saremo ancora una volta in campo per il referendum sulle trivellazioni: nel 2011 abbiamo portato avanti la nostra battaglia a favore del nucleare e questa consultazione popolare è l’occasione giusta per ribadire con forza la nostra posizione, anche perché sono trascorsi i fatidici cinque anni ed è arrivato il momento di riaprire il discorso della differenziazione delle fonti ». È quanto ha dichiarato Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente, che continua: « Cinque anni fa l’Italia ha deciso di rinunciare all’atomo, condannandosi ad una pressoché totale dipendenza dai fossili ed è solo grazie al crollo del costo del petrolio, dettato anche dalle nuove tecnologie di estrazione, se oggi è un Paese ancora economicamente competitivo. La mia convinzione è che ci sia stata una cattiva informazione: allo scorso referendum il voto non è stato pienamente consapevole. È per questo che, in fondo, non mi dispiace che il Governo abbia annunciato che non ci sarà l’election day: ci verrà consentito di concentrare l’attenzione sui contenuti dei quesiti referendari e ciò sarebbe impossibile in piena campagna elettorale per elezioni amministrative fondamentali anche dal punto di vista politico come le comunali di Napoli, Roma e Milano ».

Di parere totalmente opposto è Greenpeace, che si fa portavoce di numerose associazioni ambientaliste sociali e studentesche, organizzazioni sindacali, comitati e testate giornalistiche, che hanno scritto oggi al presidente della Repubblica in merito alla data fissata ieri dal Governo per il referendum popolare sulle trivellazioni in mare.

Nella lettera inviata al presidente Mattarella, i firmatari ribadiscono le ragioni a sostegno della necessità di un election day che accorpi il referendum alle prossime elezioni amministrative: una “richiesta avanzata da Regioni, parlamentari, associazioni ambientaliste, comitati e rappresentanti della società civile” e ignorata dal Governo, nonostante fosse “un’opzione perseguibile in tempi brevi, adottando lo strumento del decreto legge. Il motivo primo per cui avanziamo tale richiesta – si legge nella lettera al Presidente della Repubblica – è per favorire e salvaguardare la democrazia e la partecipazione, per di più su un tema così importante che riguarda la tutela dell’ambiente e lo sviluppo energetico ed economico del nostro Paese. Stabilire di andare al voto in tempi così ravvicinati non consentirebbe che gli elettori siano adeguatamente informati sul referendum”.

“La decisione del Governo, inoltre, non tiene conto di ulteriori due elementi oggettivamente importanti” prosegue l’appello a Sergio Mattarella. Il primo è di carattere economico: “l’election day è fondamentale al fine di risparmiare una cifra stimabile tra i 350 e i 400 milioni di euro, un quantitativo di denaro pubblico enorme, che potrebbe altrimenti essere impiegato per meglio garantire diritti essenziali alla popolazione italiana”. Il secondo riguarda l’iter dei quesiti referendari. “Dinanzi alla Corte Costituzionale pendono conflitti di attribuzione per altri due quesiti sullo stesso argomento su cui, qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, si potrebbe votare in un’unica data. Diversamente vorrebbe dire che nel 2016 gli italiani potrebbero essere chiamati alle urne fino a cinque volte: per i due referendum abrogativi sulla questione trivellazioni (ad aprile sul primo quesito ed eventualmente, in seguito alla decisione della Corte Costituzionale, per gli altri due), per le elezioni amministrative (primo turno e ballottaggio) e in autunno per il referendum costituzionale. Una simile concentrazione di tornate elettorali determinerebbe un notevole dispendio di risorse, ingenerando, peraltro confusione negli elettori”.

Firmano la lettera al presidente Mattarella: Adusbef, Arci, Coordinamento FREE, Coordinamento nazionale NO TRIV, Cospe, Enpa, Fairwatch, Federazione Italiana Media Ambientali, Filt-Cgil Roma e Lazio, Fiom-Cgil, Fondazione UniVerde, Giornalisti nell’Erba, Green Cross Italia, Greenpeace, Italia Nostra, Kyoto Club, La Nuova Ecologia, LAV, Legambiente, Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Marevivo, Progressi, Pro-natura, QualEnergia, Rete della Conoscenza, Rete Studenti Medi, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Uisp, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, WWF, Altra Trento – Altra Rovereto, CIES, Coalizione Mantovana per il Clima, Gruppo Impegno Missionario di  Germignaga, Murales, Oltre La Crescita, Resilienza Verde, RSU Almaviva, Soc. Coop. E’ nostra, TerrediLago.

 

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