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Referendum No-Triv, come la pensate?

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In Italia le concessioni per i giacimenti di idrocarburi sono 21, di cui 3 in Puglia

Sì o no. Il 17 aprile si vota per il referendum abrogativo sulla concessione dei pozzi di petrolio e gas all’interno delle 12 miglia marine sul territorio nazionale. È il cosiddetto referendum contro le trivelle in mare. In ballo ci sono le concessioni per i 21 giacimenti di idrocarburi presenti in Italia (3 in Puglia). Concessioni esistenti fin dagli anni ’70 che, fino alla legge di stabilità 2016 varata dal governo Renzi, avevano durata massima di 40 anni. Con il nuovo intervento, invece, la durata è stata legata all’utilità economica del giacimento fino al suo esaurimento. Il sì rappresenterebbe, secondo i comitati, un segnale politico contrario allo sfruttamento degli idrocarburi e in favore delle fonti alternative. Per i comitati del no, che puntano anche all’astensionismo, per non far raggiungere il quorum, sarebbero, invece, a rischio approvvigionamenti di gas naturale, già in atto, e i posti di lavoro dell’intero comparto. Il dibattito è acceso e aperto, con varie prese di posizione, soprattutto nelle regioni con affaccio al mare (a chiedere e ottenere il referendum sono stati nove Consigli regionali).

Un tour per il Sì – Il 31 marzo parte da Reggio Calabria il tour organizzato dalla Cooperativa Retenergie (azionariato popolare che promuove lo sviluppo delle energie alternative) in collaborazione con Banca popolare etica e il coordinamento nazionale No Triv. Il 5 aprile la carovana arriverà a Bari (toccherà, tra le altre, anche Matera, Foggia e Lecce), con un incontro organizzato nella sede di Banca etica, alle 18.30. “Un tour – spiegano i comitati – per promuovere un diverso modello di produzione energetica – rinnovabile, etica e democratica – da contrapporre al modello fossile, oligopolistico e inquinante”. Fonda un comitato e si schiera per il sì anche il parco naturale regionale Costa Otranto S. Maria di Leuca – bosco di Tricase , assieme ai Comuni che aderiscono all’ente . «E’ un impegno prima di  tutto etico bloccare progetti – spiega in una nota il presidente, Nicola Panico – che mettano a repentaglio un patrimonio unico».

Tutti uniti –  Arrivano anche critiche sull’operato del governo, per non aver deciso l’election day, con elezioni amministrative di giugno e referendum, lo stesso giorno. «Trovo insostenibile la decisione del governo – dichiara Enea Roveda, amministratore delegato di LifeGate, azienda per lo sviluppo sostenibile delle imprese, partner di Legambiente, – perché penso sia intollerabile spendere più di 300 milioni di euro». Anche LifeGate aderisce al comitato nazionale per il “Sì”, “Ferma le trivelle”. Al centro delle motivazioni ci sono “la tutela della biodiversità e la necessità di una strategia energetica e di una politica in linea con la transizione in atto ovunque nel mondo verso fonti energetiche rinnovabili, pulite e sicure”. «La Germania – spiega Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate – ha pianificato di arrivare al 2050 con l’80% del proprio fabbisogno energetico coperto da fonti pulite e rinnovabili».

05/11/2012 Bari, Primarie del PD, con il sud ricostruiamo l'italia, nella foto Michele Emiliano sindaco di Bari e presidente del Pd Puglia

«Un partito, che ha anche il presidente del Consiglio – attacca il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano – , deve dire o sì o no su un referendum, non dovrebbe dare indicazioni di astensione»

Ma sulla posizione del governo e del partito di maggioranza, Il Pd, favorevoli all’astensione, arrivano critiche “amiche” dal  governatore pugliese, democratico, Michele Emiliano. «Un partito, che ha anche il presidente del Consiglio – attacca Emiliano – , deve dire o sì o no su un referendum, non dovrebbe dare indicazioni di astensione». Posizione simile, in questo caso, è quella di Greenpeace. «Come può il PD svilire così gravemente un istituto fondamentale di democrazia diretta come il referendum?», attacca Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima dell’organizzazione non governativa. Per la partecipazione si schiera anche il comitato di Bisceglie “Vota per fermare le trivelle” che, come altre realtà, conta il sostegno del Pd locale, assieme ad altre associazioni e partiti di sinistra.

Senza distinzione di bandiera – Ma i sì, in Puglia, arrivano anche da destra. “Il gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti si dichiara a favore del sì al referendum sulle trivelle – spiega una nota congiunta del gruppo in Consiglio regionale, a firma di Ignazio Zullo, Erio Congedo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola – e sì all’ordine del giorno che impegna ciascun consigliere regionale, che è favorevole al Referendum, a un contributo volontario di almeno mille euro che crede nella battaglia referendaria”.

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