«Il raggiungimento del quorum in Sardegna per il referendum sul nucleare, con quasi il 50% dei votanti ancora prima della chiusura delle urne prevista per le 15 di oggi, è una vittoria per la democrazia, un risultato di buon auspicio per la consultazione nazionale del 12 e 13 giugno». Così commenta WWF la notizia del quorum per il referendum consultivo sul nucleare, tenutosi in Sardegna il 15 e 16 maggio.
Un risultato importante, come conferma l’associazione ambientalista, contro le previsioni che invece davano la consultazione già sconfitta. «É inoltre fondamentale che dai cittadini sardi sia arrivato un segnale di attenzione per il voto referendario, proprio quando il Parlamento si appresta a discutere in aula l’art. 5 del decreto legge “omnibus”, proposto dal Governo, – precisa il WWF – in cui si cerca di superare il quesito referendario nazionale, mantenendo però l’obiettivo di fondo del rilancio nucleare, al solo scopo di non far decidere gli italiani sul loro futuro e di eludere le garanzie costituzionali a tutela del referendum quale strumento tipico di esercizio della sovranità popolare».
Decisamente meno ottimista è Alfonso Fimiani, presidente dei Circoli dell’Ambiente e portavoce dei Comitati dell’Astensione per una percentuale comunque bassa di affluenza alle urne, nonostante la concomitanza con le elezioni amministrative: «Il risultato dell’affluenza alle urne al referendum consultivo sul nucleare che si è tenuto in Sardegna – dichiara – dimostra che il 12 e 13 giugno mai e poi mai verrebbe raggiunto il quorum e prevarrebbe l’astensione consapevole».


