Recycled Park: il parco di rifiuti riciclati galleggiante

A Rotterdam la Recycled Island Foundation raccoglie la plastica fluviale e le dà un nuovo aspetto e diventa Recycled Park.

Recycled Park: l’ultima novità da Rotterdam alza ancor più l’asticella dell’eccellenza nella direzione della sostenibilità ambientale.

I Paesi Bassi dimostrano con costanza di essere all’avanguardia nella salvaguardia ambientale.  È l’eco del Recycled Park, letteralmente il Parco Riciclato galleggiante.

Non è un concetto nuovo in senso assoluto per la città portuale olandese, quello di realizzare una piattaforma che sta a galla sull’acqua con uno scopo nobile. Ambient&Ambienti ha già raccontato della floating farm – la fattoria galleggiante – che ospita bestiame e vegetazione con un impianto di pannelli fotovoltaici e uno di raccolta dell’acqua piovana (A Rotterdam la fattoria … galleggia).

Recycled Park, un parco di rifiuti

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Una delle piattaforme galleggianti che raccolgono le plastiche

Lo step successivo che fa del Recycled Park una nuova frontiera è proprio il fatto di derivare dai rifiuti, soprattutto quelli di plastica, che fluttuano nelle acque limitrofe prima di fare il proprio ingresso nel Mare del Nord e successivamente nell’Oceano Atlantico. L’idea è nata dall’organizzazione no profit Recycled Island Foundation.

Sono stati raccolti circa novemila chilogrammi di rifiuti plastici dai fiumi e dal porto.

Recycled Park: la raccolta dei rifiuti plastici

In che modo? Tre piattaforme galleggianti dal valore di 50 mila euro l’una hanno catturato i detriti fluviali e sono stati poi riciclati, creando così grossi blocchi esagonali con i lati di due metri l’uno e tenuti insieme con bulloni. Come una struttura a nido d’ape.

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Strutture modulari a nido d’ape

Il Recycled Park nasce così con una dimensione attuale, ma che promette di crescere molto di più, di 140 metri quadrati, e su cui si adagiano solide panchine, erba, piante e animali. Perché per un verso insetti e uccelli possono poggiarsi per trovare ristoro, per l’altro i pesci avranno delle zone destinate alla deposizione delle uova.

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Il parco raggiunge molteplici obiettivi: protezione ambientale, riciclo ma anche estetico; si presenta alla gente come un perfetto equilibrio tra la vegetazione e la componente acquatica, creando di fatto un habitat perfettamente in simbiosi tra le parti.

Recycled Park: un progetto in cooperazione

Alle spalle del Recycled Park – abbiamo detto – vi è la Fondazione no profit Recycled Island; un’orchestra fatta di tanti interpreti, a partire dallo studio di architettura WHIM, HEBO maritiemservice (azienda da anni impegnati nella pulizia del porto di Rotterdam) e il Comune di Rotterdam.

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Alcuni studenti e ricercatori coinvolti nel progetto

Hanno collaborato alla realizzazione delle basi galleggianti anche studenti e ricercatori dell’Università di Wageningen. Il passaggio successivo sarà quello di ampliare il parco, continuando incessantemente a raccogliere i rifiuti fluviali e darne una nuova funzione: si pensa che dagli attuali 140 metri quadrati si possa estendere anche a 1500.

In cantiere ci sono altre opere simili ad Amsterdam e Bruxelles, che – al netto di possibili intoppi – vedranno i lavori cominciare al termine di questa estate.

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