Recovery, 600 milioni per vivere nei borghi pugliesi

Foto di Samuele Schirò da Pixabay

Secondo Coldiretti, in Puglia c’è il 33% dei borghi più belli italiani. con finanziamenti ad hoc possono tornare a vivere

La Puglia è particolarmente ricca di borghi. C’è il 33% tra i più belli d’Italia. In questi luoghi si conservano le antiche tradizioni enogastronomiche rurali, offrono un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali, e qui vengono coltivati, allevati e trasformati i Dop, gli Igp e i 311 prodotti pugliesi riconosciuti tradizionali dal Mipaaf, veri e propri presidi presìdi della biodiversità.

Grazie allo stanziamento di 600 milioni di euro per interventi di restauro e di riqualificazione dell’edilizia rurale e storica previsto dal Recovery Plan, si potrà tornare a vivere nei borghi pugliesi, dove godere di spazi di libertà più ampi con una maggiore sensazione di sicurezza e benessere nel tempo della pandemia.

«Le realtà sotto i cinquemila abitanti rappresentano in Puglia una rete diffusa su poco più del 14% del territorio, ma con una presenza che unisce il senso di comunità all’appartenenza geografica e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici», afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Foto di sebastiano iervolino da Pixabay

Con il rilancio di piccoli borghi abbandonati – sostiene la Coldiretti – si inizia a programmare l’Italia del post Covid, oltre a salvare l’immenso patrimonio edilizio rurale italiano composto da 2 milioni di edifici rurali fra malghe, cascine, fattorie, masserie e stalle a rischio degrado. Una occasione anche per alleggerire la pressione demografica sui grandi centri urbani senza un ulteriore consumo di suolo e il rischio di cementificazione in un territorio già fragile.

La misura ha dunque un valore storico, culturale, paesaggistico ma anche urbanistico perché – sottolinea la Coldiretti – aiuta a ridurre i rischi di assembramento e la pressione abitativa nelle città. In questo contesto – precisa la Coldiretti – va ricordato anche lo stanziamento di 300 milioni per valorizzare parchi e giardini storici che oltre ad assicurare spazi di socializzazione all’aperto tengono indissolubilmente legati valori storico-culturali e valori ambientali che interessano tra l’altro la conservazione della biodiversità, la produzione di ossigeno e la riduzione del livello di inquinamento.

Con la grande spinta verso lo smart working, il distanziamento e le limitazioni agli spostamenti – sottolinea la Coldiretti – l’emergenza Covid ha stravolto le abitudini sociali e lavorative degli italiani che sono tornati a guardare le campagne fuori dalle città non solo come meta per gite fuori porta, tanto che il mercato immobiliare delle case in zone rurali o in piccoli borghi – evidenzia Coldiretti – registra aumenti anche del 29% sui siti specializzati.

È chiaro che in questa ottica – continua Coldiretti Puglia – è importante  colmare i ritardi nell’espansione della banda ultralarga che in Puglia è ferma al 15% a fronte di una media nazionale del 45% che solo nel 2021 potrà arrivare al 23% di copertura, a fronte di una media nazionale del 53,2%. La Puglia è sicuramente in difficoltà sui numeri per l’accesso alla rete, dove le aziende non riescono ancora a sfondare nell’ambito della vendita online che si ferma all’11,9%. La digitalizzazione delle campagne è per Coldiretti uno degli assi strategici di intervento per dare sostenibilità alla crescita, promuovere nuovi flussi turistici nelle campagne e garantire la sicurezza ambientale ed alimentare del Paese.

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