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Record delle rinnovabili in Italia, calo della produzione fossile

Nuovo record delle fonti rinnovabili in Italia: nel mese di giugno (dati Terna) le fonti pulite hanno generato il 50,2% dell’elettricità italiana, coprendo il 44,3% della domanda.

In un anno (giugno 2012-giugno 2013) la quota delle fonti rinnovabili sulla produzione netta è passata dal 38,2% al 50,2%, mentre i consumi sono complessivamente diminuiti del 6,2%. Fotovoltaico, eolico e idroelettrico fanno registrare livelli record di produzione, la produzione termoelettrica crolla (-22,8%), con impianti a gas e – dato parzialmente inedito – anche a carbone, in netto calo.

«L’evoluzione è chiarissima. Avanzano le fonti rinnovabili e arretrano le fossili. Viene da chiedersi se la politica ne sia al corrente», commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima Greenpeace Italia.

Sembra che il ministero per lo Sviluppo Economico stia approntando, senza trovare resistenze da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, un piano di sussidi per il settore termoelettrico pari a 400-500 milioni di euro all’anno, nei prossimi tre anni, fino a crescere a 1,5-2 miliardi all’anno dal 2017. «Abbiamo l’occasione storica di lasciarci alle spalle le fonti più sporche e inquinanti. Già oggi le rinnovabili fanno risparmiare al Paese 8-10 miliardi di mancate importazioni fossili. Cosa aspettiamo a imboccare senza esitazioni la strada della rivoluzione energetica, come altri Paesi stanno già facendo?», conclude Boraschi.

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