Reati ambientali: 2000 controlli, 15 denunce, 10mila mq sequestrati e sanzioni per 20mila euro

Nel corso dell’operazione “Onda Blu”, la Guardia Costiera ha controllato scarichi idrici, ciclo dei rifiuti e aree marine protette

Vasta operazione della Guardia Costiera in Puglia, coordinata dalla Direzione Marittima di Bari, in ambito di inquinamento e sicurezza ambientale.

Nell’arco di un mese, dal 7 aprile al 6 maggio, nel corso dell’operazione “Onda Blu” sono stati eseguiti circa 2000 controlli, sequestrando complessivamente oltre 10mila mq di suolo, 15 denunce e sanzioni amministrative per 20mila euro.

I controlli hanno riguardato soprattutto scarichi idrici, deposito, abbandono, trasporto, trattamento e trasporto tra i porti di rifiuti.

Sono state anche monitorate circa 80 unità navali in ambito di rispetto dei limiti di navigazione imposti dal decreto Clini-Passera in prossimità delle aree protette di Torre Guaceto e Porto Cesareo.

Ecco alcuni degli interventi. In località “Pennacchio”, nel Comune di San Nicandro Garganico, è stato sequestrato un deposito incontrollato di rifiuti derivanti da lavorazioni industriali e artigianali, materiale tessile utilizzato per l’imbottitura, lastre di eternit, di una superficie complessiva di 2.100 mq.

A “Valle Sant’Angelo”, nel Comune di Cagnano Varano, in provincia di Foggia, è stato sequestrato un altro deposito incontrollato di rifiuti derivanti da lavorazioni industriali e artigianali, vetro, plastica e taniche contenenti olio esausto, per una estensione di 2.200 mq.

In un autolavaggio di Giovinazzo, invece, sono stati scoperti e sequestrati 2 contenitori con oltre 3 quintali di fanghi provenienti dai lavaggio delle auto che, assimilabili a rifiuti, non risultavano regolarmente registrati e smaltiti.

Nelle campagne di Trinitapoli è stato sanzionato il titolare di un caseificio ubicato nei pressi di un canale di convoglio di acque meteoriche, conosciuto come “Canale 5 metri”. I militari hanno accertato violazioni in materia ambientale riguardanti il ciclo dei rifiuti per un importo di 15mila euro, in aggiunta ad altra violazione per gestione non conforme dei rifiuti dell’importo di 6.200 euro.

A Gallipoli sono state accertate violazioni in ambito sia demaniale che urbanistico e ambientale a carico del titolare di un cantiere nautico, denunciato per l’assenza di un sistema di raccolta e trattamento delle acque di dilavamento e prima pioggia, l’accumulo di rifiuti abbandonati su varie zone del cantiere, l’assenza di autorizzazione e deroga allo scarico di acque reflue, e l’abusiva captazione di acqua sorgiva.

Agli inizi di aprile, infine, ci sono stati anche a Monopoli due interventi in materia ambientale. È stato sequestrato al “Capitolo”, uno specchio acqueo di circa 100 mq e due mezzi movimento terra che eseguivano lavori non autorizzati. In flagranza di reato, è stato scoperto il getto pericoloso in mare di materiale calcareo misto di cava che stava determinando un evidente intorbidimento dell’acqua e che rischiava di alterare l’ecosistema marino. Denunciati il titolare della società committente il direttore dei lavori e il titolare della ditta esecutrice.

Il secondo intervento è avvenuto nella zona industriale in un’officina di una concessionaria. È stato scoperto un pozzo interrato abusivo contenente un’ingente quantità di oli esausti. È stato necessario il sequestro di iniziativa anche perché il pozzo, nascosto, era collegato ad un lavandino. Denunciato l’autore del reato per la violazione di norme ambientali.

 

 

Articoli correlati