Ravenna, sequestrati 1200 kg di seme di vongole

La Guardia di Finanza di Rimini insieme alla Polizia Provinciale di Ravenna hanno denunciato 3 persone per pesca abusiva in area protetta

 

Si sa ormai da tempo che la pesca illegale danneggia l’ambiente e gli ecosistemi. Una pesca indiscriminata, in aree protette, che non rispetta le regole e avviene con metodi distruttivi, ovviamente una volta terminato il lavoro, in quella zona non crescerà più nulla, sarà il deserto, sterile, e non si potrà mai più pescare. Ecco perché ci sono aree protette e per questo motivo la pesca è regolamentata da norme severe, che però andrebbero inasprite. Il rispetto delle regole è quindi fondamentale per la sussistenza dell’intero sistema, che non riguarda solo l’ambiente e lo stock ittico ma influisce pesantemente anche sulla nostra alimentazione.

Ma spesso molti dimenticano che “ad ogni azione, corrisponde una reazione identica o contraria”.

Questo è quanto il Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Rimini, in collaborazione con personale della Polizia Provinciale di Ravenna hanno accertato.

Durante un’attività di contrasto alla pesca illegale all’interno della foce del torrente Bevano, in provincia di Ravenna, sono stati sorpresi alcuni individui che stavano effettuato una battuta di pesca abusiva con natanti dotate di turbo-soffianti, dette “idrorasche”, particolarmente dannose per l’ecosistema marino.

Nonostante l’oscurità e le avverse condizioni ambientali, i militari sono riusciti a sequestrare 1.200 kg di seme di vongole, subito rigettato in mare, 6 natanti completi di motore fuoribordo e tre attrezzature da pesca “idrorasche” complete, per un valore complessivo di circa 50mila euro.

Sono state così fermate e identificate 3 persone, già note alle forze dell’ordine, denunciate per pesca illegale in area protetta e deterioramento di habitat naturale. Sono tutt’ora in corso le indagini per rintracciare i fuggiaschi. Molti gli elementi raccolti sul posto che stanno chiudendo il cerchio intorno agli altri componenti del gruppo.

Il bracconaggio ittico è presente da alcuni anni nella zona soprattutto nel corso della stagione estiva, complici le condizioni climatiche favorevoli e l’aumento del consumo nei ristoranti di molluschi. L’attività criminale è gestita da gruppi ben organizzati con attrezzature ad hoc, alla ricerca dei semi delle vongole, che nel mercato nero hanno un valore maggiore delle stesse vongole, si parla di oltre 15 euro al kg per seme.

Le acque interne della foce del torrente Bevano rientrano nei Siti di Interesse Comunitario e delle Zone di protezione Speciale create dall’Unione Europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri.

Per queste ragioni, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia Provinciale, Carabinieri Forestali e Polizia Locale, coordinati dalla Questura di Ravenna, controllano costantemente l’area, reprimendo ogni illecito, tutelando il delicato ambiente marino e controllando gli aspetti di carattere sanitario.

Articoli correlati