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Ratzinger, Alemanno e l’albero di Natale

L'abete addobbato in Piazza san Pietro proviene da Pescopennataro(Isernia)

Non è tutto oro quel che luce. E il detto ben si attaglia al maestoso albero di 24 metri che fa bella mostra di sé in questi giorni in piazza San Pietro a Roma e che presto sarà ricco di addobbi e di luci in occasione del Santo Natale. Ad offuscare la bellezza di quell’albero è il malumore dei cittadini che si son visti tagliare un “gigante verde” per farne dono al Vaticano. Quell’abete proviene da Pescopennataro, in provincia di Isernia (siamo in Molise) e il suo taglio ha provocato non pochi malumori tra gli abitanti del piccolo paese anche perché presto un secondo “gigante verde” sarà tagliato per andare in dono questa volta al Comune di Roma e sempre in occasione del Santo Natale. In un mondo sempre più sensibile al tema della tutela ambientale il taglio dei due alberi sta suscitando un mare di polemiche. E a dimostrarlo sono le prese di posizione di semplici cittadini sui diversi social. La verità è  che a Pescopennataro i due “abeticidi”, come li definisce Emilio Izzo,ambientalista convinto, non sono stati presi per niente bene. Infatti quei due alberi che faranno bella mostra di sé nelle piazze della Capitale non hanno un futuro. Tagliati senza radici, nell’arco di un mese dall’essere protagonisti assoluti del Natale finiranno dritti dritti al macero.

A Pescopennataro infuria la polemica per gli abeti senza futuro donati al papa Benedetto XVI e al sindaco di Roma, Alemanno

Ed è appunto la loro fine che i molisani, sempre più coscienti del loro immenso e inestimabile patrimonio verde, non vedono di buon occhio. E così a Pescopennataro sta infuriando la polemica. A farsi portavoce delle proteste degli abitanti è Emilio Izzo che si chiede per quale motivo il Papa e il sindaco di Roma accettino l’idea dell’”abeticidio”. «Non sarebbe meglio – dice ancora Izzo – che almeno il Papa, rispettando il tema della tutela dell’ambiente, si rechi nei boschi e benedica invece quello che noi cerchiamo di difendere con tutte le nostre forze? E Alemanno, più laicamente non farebbe meglio a fare un discorso su quello che si deve fare in futuro per salvare quello che il creato ci ha donato?» Insomma per Izzo e per gli abitanti di Pescopennataro che considerano il loro ambiente “sfregiato” dal taglio dei due alberi, sarebbe molto meglio che Ratzinger e Alemanno comprassero un albero ecologico gigantesco e alla fine dei festeggiamenti legati al Natale lo riponessero per poi usarlo l’anno dopo così’ come fanno milioni di italiani? In tal modo si salverebbe l’ambiente e non ci sarebbe mattanza di alberi. Insomma il messaggio da Pescopennataro è forte e chiaro: se Alemanno e Ratzinger proprio vogliono l’albero di Natale che se lo vadano a comprare all’Ikea!

 

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