Rapporto ambiente Snpa, la pagella dell’Ispra all’Italia: positività (migliorabili) e negatività

Esce la quarta edizione del “Rapporto Ambiente – SNPA edizione 2023”, una panoramica dettagliata sullo stato del nostro ambiente

 

Il Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) è composto dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ente pubblico che ne coordina le attività, e dalle agenzie per la protezione dell’ambiente delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Questo insieme di sistemi lavora per raggiungere prestazioni tecnico- ambientali uniformi sul territorio italiano a vantaggio di tutti, come per esempio attività di controllo ambientale, monitoraggio dello stato dell’ambiente, controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento.

Ogni anno vengono prodotti Report ambientali, Linee guida, Pubblicazioni tecniche e pareri SNPA, in base alle leggi: questo che segue é il rapporto ambiente del 2023.

Cambiamento climatico in atto e adattamenti che faticano a partire

Una cosa ormai l’abbiamo capita purtroppo: siamo nel bel mezzo di un importante cambiamento climatico che non sappiamo quanto tempo potrà durare. Le temperature sono in aumento, le città sono più calde di almeno 1,5 gradi rispetto ad una media climatologica 1991-2020, le precipitazioni non sono più le stesse e hanno andamenti variabili, imprevedibili, con eventi meteorologici  e climatici  talvolta estremi e pericolosi che portano a siccità o inondazioni e, ultimo ma non ultimo, il livello dei mari si sta innalzando, causato da uno scioglimento di ghiaccio e neve.

Di fronte a questo scenario, descritto dagli esperti come “in movimento”, ormai sicuri del fatto che gli impatti del cambiamento climatico saranno comunque inevitabili, ci si chiede quali misure adottare per adattarsi agli effetti che questo cambiamento produrrà.

In primis la riduzione delle emissioni di gas serra sembra che si stia rivelando efficace (dal 1990 al 2021 in Italia c’è stata una riduzione del 19%) ma, sempre secondo il rapporto SNPA, occorre valutare meglio altre situazioni e azioni complementari. La riduzione è una conseguenza sia delle riduzioni di consumi energetici, sia delle produzioni industriali, causa la crisi economica e la delocalizzazione di alcune produzioni, ma anche la crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili e dell’incremento dell’efficienza energetica.

Siamo ancora lontani dal target fissato nel 2030 del 40%, visto che siamo al 19%, ma se pensiamo che nel 2004 eravamo al 6,3%, possiamo dire che miglioramenti ce ne sono stati (ma anche che dobbiamo assolutamente continuare ad investire nelle energie da fonti rinnovabili).

Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare verso il Green Deal europeo

L’obiettivo entro il 2030 è quello di ridurre l’impronta dei consumi, raddoppiare il tasso di utilizzo di materiali circolare, incoraggiare il consumo sostenibile e prevenire la produzione di rifiuti.

La situazione della gestione dei rifiuti in Italia

Non rimane molto tempo visto che il Rapporto dice che la raccolta differenziata dei rifiuti sta avendo sì un trend di crescita positivo (con solo però +1 punto percentuale rispetto al 2020) che si attesta al 64% ma la produzione di rifiuti urbani è di 29,6 milioni di tonnellate, il 19%, in aumento rispetto al 2020.

Da segnalare che, tra i rifiuti differenziati, l’organico si conferma la frazione più raccolta in Italia. Dal 2030 poi sarà vietato lo smaltimento in discarica di tutti i rifiuti idonei al riciclaggio o al recupero di altro tipo, fatto salvo quei rifiuti per i quali il collocamento in discarico produca il miglior risultato ambientale.

Aria pulita, acque interne e habitat marino costieri: tanti gli obiettivi da raggiungere

In materia di aria pulita occorre andare incontro ad un significativo miglioramento sia per potersi avvicinare ai livelli di qualità raccomandati dall’OMS ma soprattutto per la nostra salute. L’obiettivo è quello di ridurre le emissioni dei principali inquinanti come il biossido di zolfo, ossidi di azoto e biossido di azoto, particolato (sia PM10 che PM2,5), piombo, benzene, monossido di carbonio, ozono, arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene. Dove si trovano questi inquinanti? Nella nostra vita: nel traffico motorizzato (NOX, PM10), nella combustione della legna (PM10), nell’agricoltura (NH3, PM10) e nell’industria (COV, NOX, PM10).

LEGGI ANCHE: Inquinamento dell’aria: l’Italia è tra le più inquinate d’Europa

In questi ultimi mesi, l’emergenza climatica (inverno particolarmente secco) ha influito negativamente sulla qualità dell’aria facendo sforare in molte città, soprattutto del Nord, i limiti massimi imposti dalla Comunità Europea.
Buone notizie invece per lo stato chimico delle acque interne superficiali come fiumi e laghi: il 78% è in uno stato chimico buono, mentre per lo stato ecologico solo il 43% raggiunge l’obiettivo buono.

L’alga tossica non è visibile ad occhio nudo

Gli habitat marini sono tra gli ecosistemi più vulnerabili e più seriamente minacciati dall’intervento dell’uomo. Una spia della situazione è data dalla diffusione della Ostreopsis ovata, meglio conosciuta come “alga tossica”:  è stata riscontrata in ben 11 regioni costiere, e risulta assente solo in Emilia Romagna, Molise e Veneto. Le cause sono da ritrovare nella presenza in acque di azoto e fosforo che vengono apportati al mare dai fiumi e nell’aumento di temperature delle acque.

Il consumo del suolo, un’altra spina nel fianco del nostro Paese

Ultimo ma non ultimo capitolo del Report SNPA Ambiente riguarda il consumo di suolo che è aumentato di oltre 120mila ettari, soprattutto nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna.

Una preoccupante inversione di tendenza che si allontana ancora di più dall’obiettivo di azzeramento del consumo netto di suolo, previsto dall’Ottavo Programma di Azione Ambientale. Su questa materia ci meritiamo davvero un bruttissimo voto.

Alla fine la “pagella” forse non ci fa ottenere una promozione netta, in molte materie siamo rimandati, sperando in una maggior consapevolezza di tutti: cittadini, imprese e Governo.

Articoli correlati