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RAEE, nuove direttive dall’Unione Europea

Con voto quasi unanime dell’Europarlamento è passata la richiesta che, entro il 2016, la produzione di Raee dovrà arrivare all’85%; gli Stati membri, cioè, dovrebbero aumentare la raccolta di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, dai frigoriferi ai telefoni cellulari.

Latore della proposta è l’eurodeputato tedesco Karl-Heinz Florenz (Ppe), secondo cui raccogliere e riciclare rifiuti elettrici ed elettronici fa bene all’ambiente e all’economia. La normativa prevede, inoltre, che in ogni singolo Paese sia facilitata la restituzione di piccoli prodotti da parte dei consumatori e si impedisca agli operatori di inviare i Raee fuori dai confini dell’UE, illegalmente.

La maggiore raccolta di Raee consentirà un maggiore recupero di materie prime di valore e a interrompere il flusso di rifiuti elettrici ed elettronici in discariche, inceneritori e verso i Paesi in via di sviluppo. L’obiettivo degli eurodeputati è raggiungere il 70% – l’85% di raccolta, con un riciclo fra il 50% e il 75%. Per alcuni materiali è stato previsto il riuso, con un target del 5% come primo obiettivo.
Oggi il target fisso di raccolta annua a persona è di 4 kg, con un obiettivo di recupero dei prodotti sul mercato del 65%. Ma già un aumento graduale è previsto nella maggior parte dei Paesi UE entro il 2020, la differenza entro il 2022.

Nella richiesta, gli europarlamentari hanno previsto anche la suddivisione dei costi di recupero fra produttori e consumatori. La richiesta sarà sottoposta alla valutazione dell’assemblea plenaria dell’Europarlamento a gennaio prossimo, in attesa dei negoziati con gli Stati membri.

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