I RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), sono rifiuti particolari, di apparecchiature il cui possessore intenda disfarsi in quanto guaste o obsolete e, pertanto, destinate all’abbandono.
I problemi principali legati ai RAEE sono la presenza di sostanze tossiche contenute in essi, nonché la loro non biodegradabilità: per tali ragioni, dunque, esiste una specifica normativa nazionale e comunitaria che ne disciplina il corretto smaltimento, da espletarsi in centri attrezzati e autorizzati alla loro gestione.
Normativa. Le norme basilari in materia sono la nuova Dir. 2012/19/UE (entrata in vigore il 14 agosto 2012) (1 – clicca sui numeri in grassetto per leggere la normativa) il cui recepimento, da parte degli Stati Membri è fissato entro il 14 febbraio 2014, la precedente Dir. 2002/96/CE (2), recepita dall’Italia con Dlgs. n.151/2005 (3), più tutta una serie di decreti attuativi correlati e, purtroppo, ancora incompleti. Il principio normativo posto alla base di tutte le disposizioni elencate è quello del “chi inquina, paga”, in base al quale il finanziamento e l’organizzazione della raccolta e del trattamento dei RAEE sono a carico dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i quali risultano direttamente responsabili dell’inquinamento.
Tra le varie norme elencate, tuttavia, è utile focalizzare l’attenzione sulla nuova direttiva comunitaria, ancora da recepire, perché essa, oltre a definire e integrare la rilevantissima Dir. 2008/98/CE sui rifiuti, si prefigge interessanti obiettivi, quali migliorare i sistemi di raccolta, di riutilizzo e di riciclaggio dei materiali di scarto, nonché limitarne le esportazioni illegali e l’utilizzo di sostanze pericolose.
Principi cardine. A fronte della crescita tecnologica, le apparecchiature elettriche ed elettroniche vengono sostituite sempre più velocemente, contribuendo ad accrescere i RAEE, tant’è che recenti stime prevedono un aumento totale della quantità di essi del 2,7% (12,3milioni di tonnellate) entro il 2020, nella sola UE.
Per far fronte a quella che potrebbe definirsi un’ulteriore “emergenza rifiuti”, la Dir 19/2012 incentiva gli Stati a dotarsi di idonei sistemi di conferimento, gratutiti, per effettuare un’accurata raccolta differenziata (posto che detti scarti sono composti da rame, oro, piombo, ferro, acciaio, alluminio, mercurio ecc.). Essa prevede adeguati sistemi di informazione a vantaggio degli utilizzatori, sempre al fine di una corretta raccolta, amplia considerevolmente l’ambito di applicazione dell’intera normativa, estendendola anche ai pannelli fotovoltaici “esausti”, ad apparecchi contenenti sostanze che impoveriscono l’ozono e a lampade fluorescenti contenenti mercurio; inoltre, dà impulso al “plan and design for disassembling” (metodi di progettazione ecocompatibile, in cui gli aspetti ambientali vengono integrati nella progettazione del prodotto: si applica, cioè, la citata responsabilità del produttore, che deve porre particolare cura alla fase progettuale connessa all’energia, poiché in questa fase si concentra la maggiore potenzialità inquinante del prodotto durante il suo intero ciclo di vita, nonché alla possibilità di facilitarne la riparazione o il riutilizzo). Limita le esportazioni illecite di RAEE provenienti dall’UE e limita le sostanze che riducono l’ozono.
Raccolta differenziata. Per i RAEE provenienti dai nuclei domestici, ogni Stato provvede affinchè vi siano sistemi che permettano agli utilizzatori finali di consegnarli gratuitamente e che i produttori siano autorizzati a gestire sistemi collettivi o individuali di resa di RAEE provenienti da nuclei domestici, affinché possano rifiutare la resa di quei RAEE che contengono sostanze, a rischio per la salute e la sicurezza del personale per motivi di contaminazione.
Infine, considerando l’Allegato V della citata direttiva, sono previsti degli obiettivi minimi, legati alla raccolta, al riutilizzo e al riciclo, applicabili a seconda delle diverse categorie di RAEE (che la norma classifica in base a determinati periodi di tempo): ad esempio, nel periodo dal 13 agosto 2012 al 14 agosto 2015, per i RAEE rientranti nei “Grandi Elettrodomestici” sono previsti il recupero dell’80% e il riciclaggio del 75%; per quelli compresi nelle “Apparecchiature di Consumo e pannelli Fotovoltaici”, il recupero del 75% e il riciclaggio del 65%. Mentre, nel periodo dal 15 agosto 2015 al 14 agosto 2018, è previsto, per le medesime categorie, un recupero e un riciclo anche fino all’80%.


