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RAEE: da rifiuto a risorsa

L’hi-tech non conosce crisi e continua a beneficiare del trend di crescita che da anni ha investito il settore. Per questo diventa sempre più considerevole anche il quantitativo di apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse, ovvero i cosidetti RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Una problematica che sta portando a sviluppare con maggiore frequenza nuove strategie al fine di minimizzare l’impatto ambientale per questi rifiuti. Le apparecchiature elettroniche, infatti, possono rappresentare da un lato una fonte di inquinamento, dall’altro una risorsa di materiali, talvolta molto preziosi. Secondo i dati del Consorzio ReMedia provenienti dal Report di sostenibilità che il consorzio ha presentato di recente, In Italia, lo scorso anno, il tasso di riciclo è stato pari al 91%, ovvero 41.200 tonnellate di materiali disponibili su 45.322 tonnellate di RAEE gestiti, risultato fra i migliori a livello europeo. L’attività di riciclo 2010 ha consentito un risparmio energetico pari a 22.350 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio), mentre il beneficio in termini di emissioni di gas serra evitate è stato di 182.300 tonnellate di CO2 equivalenti. Un recupero che si rende necessario a livello europeo non solo per l’aspetto ecologico: attraverso l’attività di riciclo è possibile il reperimento di materiale prezioso (come le terre rare), tra le priorità in Europa sia per la scarsità di materie prime che per interrompere la dipendenza energetica da altri paesi, in primis asiatici.

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