Raccolta RAEE, dove finiscono i rifiuti elettronici?

Sono i punti vendita a curare la raccolta RAEE con i meccanismi Uno contro Uno e Uno contro Zero. Ecolight: «La Distribuzione ha fatto molto. Molto resta da fare sul piano dell’informazione»

 20.000 tonnellate. Tanto vale la raccolta RAEE nei negozi. E attenzione, si tratta di una stima al ribasso, perché se ci fosse una maggiore informazione il volume dei conferimenti sarebbe ben più alto. A dirlo è Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, delle pile e degli accumulatori esausti.

Come funziona la raccolta RAEE?

raccolta RAEE
Solamente poco più di un quinto tra cellulari, frullatori e telecomandi rotti segue un corretto iter di raccolta-recupero-riciclo

I negozi (e non solo i centri commerciali) sono obbligati a ritirare gratuitamente le vecchie apparecchiature elettroniche secondo due modalità, l’Uno contro Uno e l’Uno contro Zero: la prima (entrata in vigore il 2010) richiede l’acquisto contemporaneo di un’apparecchiatura equivalente a quella lasciata in negozio, mentre la seconda (operativa da due anni) non richiede alcun acquisto, ma solo che il rifiuto abbia dimensioni ridotte (inferiore ai 25 cm); inoltre interessa i negozi che hanno una superficie di vendita eriore ai 400 mq.

«La Grande Distribuzione ha messo in campo soluzioni diverse anche col supporto di Ecolight, per rispondere alle richieste dei consumatori, e sono stati fatti significativi passi in avanti negli ultimi anni in termini di gestione dei RAEE », afferma Marco Pagani, vicepresidente del Consorzio, che cita il dato positivo della raccolta RAEE del 2017 pari a circa 700 tonnellate in oltre 2.800 punti vendita. «La situazione – secondo Pagani – può sicuramente migliorare».

Informare i consumatori

Ecolight sta lavorando anche sotto il profilo dell’informazione, per fare in modo che i cittadini siano maggiormente consapevoli delle possibilità di conferimento dei loro rifiuti elettronici. «I piccoli rifiuti elettronici sono quelli che più facilmente sfuggono ad una corretta catena di raccolta-recupero-riciclo», continua Pagani. «Se è vero che la raccolta degli R4 – i piccoli elettrodomestici e l’elettronica di consumo – è cresciuta del 43% nell’ultimo quinquennio, resta il fatto che solamente poco più di un quinto tra cellulari, frullatori e telecomandi rotti segue un corretto iter».

Il lavoro maggior da fare è soprattutto nell’applicazione  dell’Uno contro Zero e per mettere i negozi in condizione di ottemperare a questa norma, tra le varie iniziative il Consorzio ha varato l’Ecoisola RAEE. Si tratta di un cassonetto automatizzato dove, strisciando la propria tessera sanitaria, è possibile conferire il rifiuto, tracciandolo. E per lo svuotamento, è la stessa macchina che avverte i tecnici quando i contenitori interni sono quasi pieni. L’ecoisola funziona per i piccoli RAEE in diversi centri commerciali del centro-Nord.

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Marco Pagani, vicepresidente del Consorzio Ecolight
Marco Pagani, vicepresidente del Consorzio Ecolight

L’altra soluzione proposta da Ecolight in oltre 200 negozi sono i RAEEbox, una sorta di “cestini” per i rifiuti elettronici di piccolissime dimensioni. Per quanto riguarda i grandi elettrodomestici, in ottemperanza a quanto previsto dall’Uno contro Uno, Ecolight ha predisposto un apposito servizio di consegna a domicilio con contestuale ritiro del vecchio per le principali catene della Distribuzione, indifferentemente dalle modalità di vendita: un negozio tradizionale o un operatore e-commerce.

Raccolta RAEE, c’è ancora molto da fare

E’ comunque un dato di fatto la difficoltà della Grande Distribuzione a rispettare la norma, anche per i tanti obblighi e paletti che hanno reso piuttosto macchinosa la gestione amministrativa dei RAEE, ammettono da Ecolight.  Conclude Pagani: «Le iniziative messe in campo dalla Distribuzione sono utili, ma di certo non è la Distribuzione che da sola può colmare il gap di 4 punti percentuali che mancano all’Italia per raggiungere il target europeo di raccolta».

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