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Raccolta differenziata: partito il porta a porta

Dopo il successo del progetto-pilota nel quartiere di Japigia, la raccolta domiciliare ha raggiunto anche Poggiofranco, San Pasquale e, quindi, San Pio. La campagna di comunicazione del progetto di raccolta differenziata “porta a porta” nei quartieri del capoluogo pugliese è stata promossa da Comune di Bari e Amiu. Il portale web dell’Azienda municipalizzata per l’igiene urbana si apre con un aforisma del suo presidente, Giuseppe Savino: «Sono certo che pochi gesti e pochi atteggiamenti consapevoli e collaborativi possono essere un prezioso investimento per il nostro futuro, perché renderanno la città più pulita e, perciò, più sana, più vivibile, più accogliente. Si tratta, in sostanza, di imparare a collaborare».  Ambient&Ambienti lo ha intervistato.

<p>Giuseppe Savino - presidente Amiu Bari</p>

Giuseppe Savino - presidente Amiu Bari

A che punto siamo nella raccolta differenziata a Bari?
A Bari abbiamo chiuso il 2009 con il 22% di raccolta differenziata.
Quali quartieri sono coperti?
I quartieri sono tutti coperti, solo che la maggior parte sono coperti con i cassonetti stradali. Invece in alcuni quartieri facciamo il “porta a porta”, cioè con contenitori condominiali(tra l’altro  materiale informativo su come effettuare la raccolta differenziata è stato distribuito preventivamente agli abitanti delle zone interessate). E naturalmente dove facciamo il “porta a porta” i risultati sono molto più alti. A Japigia facciamo il 52 – 53 % di raccolta differenziata, a Poggiofranco e San Pasquale stiamo su 42 – 43 %. Abbiamo iniziato da un mese e mezzo nel quartiere di Catino – San Pio, e i primi risultati sono promettenti. Questi risultati, uniti a quelli della raccolta dai cassonetti stradali, alla fine fanno il 22%. È chiaro che la possibilità di espandere ancora di più la percentuale di raccolta differenziata è molto legata all’espansione del modello domiciliare, cioè del “porta a porta”. Ad esempio, solo nei quartieri dove facciamo il porta a porta raccogliamo l’umido, mentre nei quartieri servuti dai cassonetti stradali, l’umido non si raccoglie e finisce nel contenitore dell’indifferenziato.

<p>Amiu - la sede di Bari</p>

Amiu - la sede di Bari

Amiu SpA oggi ha 820 dipendenti. Negli ultimi anni ha utilizzato al meglio gli impianti e le dotazioni infrastrutturali ed ha avviato i processi di trasformazione per ottenere una connotazione di carattere industriale.
E continueremo così, nel senso che progressivamente la sezione “impiantistica” avrà un ruolo sempre più preponderante, perché oggi la gestione del ciclo dei rifiuti richiede la possibilità di gestire dalla A alla Z il trattamento dei rifiuti. E per farlo c’è bisogno di impianti:di selezione, di trattamento, fino alla valorizzazione energetica.
E di nuovi mezzi.
Con l’espansione dei servizi c’è bisogno sempre di nuovi mezzi e poi c’è sempre la necessità di cambiare per avere sempre mezzi in efficienza. Gli ultimi che abbiamo acquistato sono state le spazzatrici elettriche di piccole dimensioni, per poter operare su strade ristrette, sui marciapiedi, oppure nei giardini, e stiamo per partecipare a una gara per l’acquisto di sei nuove grandi spazzatrici, che hanno un braccio meccanico che può superare le auto in sosta e pulire il marciapiede, grazie ad un getto di acqua ad alta pressione.
Mentre per gli ingombranti?
In città la raccolta di ingombranti si è molto incrementata. Gli ingombranti non vanno buttati per strada. Bisogna utilizzare il numero verde  800 011 558 e concordare con Amiu il luogo e il momento del conferimento. È un servizio gratuito.

<p>bidoni per raccolta differenziata dei rifiuti</p>

bidoni per raccolta differenziata dei rifiuti

E la cittadinanza come ha risposto?
Abbiamo raggiunto questi risultati anche grazie alla collaborazione dei cittadini. Ma c’è da fare molto di più. Forse va avviata una campagna di sensibilizzazione  per il rispetto degli orari di conferimento, per la corretta separazione dei rifiuti, per la corretta gestione degli ingombranti; e c’è bisogno anche di un’azione di controllo.
E chi dovrebbe occuparsi del controllo?
Istituzionalmente dovrebbe occuparsene la Polizia Municipale. Ma avendo già molti impegni e data la complessità dei servizi cui devono attendere, per questa ragione ho chiesto, così come avviene per altre città come Roma, Milano, o altre grandi città, che anche a Bari, città metropolitana, questo compito di controllare e sanzionare i comportamenti scorretti rispetto al regolamento comunale di gestione del servizio di igiene sia affidato all’Amiu. Che allo scopo, è pronta a formare i propri operatori e a creare un nucleo apposito di gestione della fase di controllo e sanzione dei comportamenti scorretti.
Per la raccolta una volta si distribuivano le buste di plastica.
La distribuzione delle buste ha aumentato la produzione di buste di plastica. Ora si possono usare gli shopper che distribuiscono i supermercati.
I centri della grande distribuzione sono forniti di buste biodegradabili, i piccoli negozi non ancora.
È una normativa di legge che a breve sarà estesa obbligatoriamente a tutti.  Stante questa situazione, non c’è ragione di aumentare la produzione di plastica, che come si sa non è biodegradabile. Se sarà necessario l’Amiu si occuperà anche di questo.

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